di Stefano Vaccara
NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Ucraina, Medio Oriente, Libano, Iran, intelligenza artificiale e riforma delle Nazioni Unite. A poche ore dall’intervento dell’Italia all’81esima Assemblea Generale dell’ONU, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha fatto il punto con i giornalisti italiani a New York sulle principali crisi internazionali, indicando nella pace il filo conduttore del messaggio che porterà al Palazzo di Vetro. “La pace è la chiave del mio intervento di oggi”, ha detto Tajani. Prima dell’Assemblea, il ministro è atteso anche al Consiglio di Sicurezza per la riunione sull’Ucraina.
Sulla possibilità di arrivare a una soluzione negoziata, Tajani ha sostenuto che molto dipenderà da Mosca: “La prospettiva di pace dipende soprattutto dalla Russia, che non pare voglia sedersi al tavolo”. L’Italia, ha aggiunto, continuerà a esercitare pressione attraverso le sanzioni e a sostenere Kyiv anche militarmente. Roma sta lavorando al tredicesimo pacchetto di aiuti, sul quale il ministro della Difesa Guido Crosetto dovrà informare il Copasir, e prepara nuove forniture di materiale energetico, a partire dai generatori, in vista dell’inverno. “Siamo a fianco dell’Ucraina finché servirà”, ha ribadito.
Nel suo intervento all’ONU Tajani affronterà anche la “guerra ibrida” russa contro i Paesi occidentali e il ruolo dell’intelligenza artificiale come possibile strumento di disinformazione. Quanto all’eventuale presenza di Vladimir Putin al G20 di Miami, ha osservato che si tratta di una decisione americana: “Se serve al dialogo, se serve a favorire il dialogo, vedremo”.
Un ruolo nella ricerca della pace, secondo Tajani, potrebbe averlo anche la Cina. Il ministro si è augurato che Pechino possa esercitare la propria influenza su Mosca: Xi Jinping, ha detto, può contribuire a convincere Putin a non proseguire una guerra che, secondo Tajani, la Russia non riesce a vincere nonostante anni di combattimenti e centinaia di migliaia di morti. Sul Libano, Tajani ha annunciato un nuovo finanziamento della cooperazione italiana destinato a progetti per sostenere i villaggi cristiani nel sud del Paese e contrastarne l’abbandono.
L’Italia, già impegnata con UNIFIL e con una missione militare bilaterale, ospita inoltre il dialogo tra Beirut e Israele. “Abbiamo insistito perché Roma fosse veramente capitale della pace per il Libano”, ha detto il ministro, sottolineando il sostegno di libanesi, israeliani e americani alla prosecuzione dei colloqui nella capitale italiana. Roma, ha aggiunto, è pronta ad assumersi responsabilità anche dopo la conclusione di UNIFIL, nell’ambito di una futura presenza internazionale ancora da definire. Tajani ha affrontato anche l’Iran, dopo il duro intervento della delegazione iraniana all’Assemblea Generale. “Noi lavoriamo per una soluzione diplomatica”, ha affermato, chiedendo a Teheran di rinunciare al percorso verso la costruzione dell’arma atomica e di abbassare i toni.
Il ministro ha riferito di avere parlato a lungo con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, insistendo sulla necessità di una soluzione diplomatica. “La diplomazia è l’unico modo per trovare una soluzione”. Interpellato da Italpress sull’attacco del presidente Donald Trump alla Corte Penale Internazionale e sulle pressioni americane nei confronti dei Paesi aderenti – alcuni paesi membri dell’ONU si sono già ritirati dall’adesione – e se nell’incontro con Rubio ne avesse parlato, Tajani ha detto subito che “no”, non ha mai affrontato l’argomento con il Segretario di Stato USA. Alla domanda se nel discorso all’Assemblea Generale, metterà in chiaro la posizione italiana sulla CPI, Tajani non ha anticipato se nel suo speech ci sarà un riferimento specifico alla CPI, ma ha assicurato che ci sarà “una presa di posizione a favore del multilateralismo”. Allo stesso tempo, ha sottolineato la necessità di cambiare l’ONU: “Non può soltanto prendere atto di quello che accade nel mondo. L’ONU deve essere attivo”. Anche il prossimo Segretario Generale, ha aggiunto, avrà la responsabilità di rendere l’organizzazione maggiormente capace di favorire dialogo e accordi.
Tajani ha escluso per ora un ingresso italiano nel “Board of Peace” per Gaza: “Siamo osservatori, rimaniamo osservatori”, pur sostenendo le iniziative che possano favorire la pace e ricordando l’impegno umanitario italiano con “Food for Gaza”. “Purtroppo c’è ancora troppa gente che muore anche a Gaza”, ha detto, confermando che l’Italia ribadirà all’ONU il sostegno alla soluzione “due popoli, due Stati”. Infine il nucleare. Tajani ha accolto con soddisfazione l’approvazione alla Camera della legge sul settore, definendola una scelta strategica per ridurre i costi, rafforzare l’autonomia energetica e contribuire alla lotta al cambiamento climatico.
– Foto screenshot video xo9/Italpress –
(ITALPRESS).









