Leonardo, Mariani “Tecnologia e capacità produttiva per la nuova Difesa”

ROMA (ITALPRESS) – La superiorità tecnologica, prima ancora della disponibilità di singole piattaforme, sta diventando il discrimine della nuova competizione militare. È il quadro delineato dall’amministratore delegato e direttore generale di Leonardo, Lorenzo Mariani, nell’audizione alla Commissione Difesa della Camera dedicata alle prospettive industriali e tecnologiche del settore. Intelligenza artificiale, cyber, spazio, sistemi unmanned e capacità multidominio sono stati indicati tra i fattori destinati a trasformare strumenti militari, processi decisionali e architetture operative, imponendo all’industria di accorciare i cicli di innovazione e, contemporaneamente, aumentare i volumi produttivi.

Un impegno che per Leonardo si traduce in circa 3 miliardi di euro l’anno destinati a ricerca, sviluppo e ingegneria, ma che investe anche la resilienza delle catene di fornitura e il rafforzamento della filiera nazionale: la disponibilità della tecnologia deve infatti accompagnarsi alla capacità di produrla e sostenerla su scala adeguata. In questa prospettiva Mariani ha richiamato i maggiori programmi di cooperazione industriale e tecnologica nei quali il gruppo è impegnato, dal Gcap per il futuro sistema di combattimento aereo ai sistemi unmanned, dal comparto terrestre alla difesa aerea integrata, fino allo spazio. Ne emerge un modello nel quale piattaforme, sensori, effettori e informazioni tendono progressivamente a confluire in architetture interconnesse, mentre Ia e gestione dei dati diventano moltiplicatori della capacità operativa.

Sullo sfondo resta la necessità europea di trasformare l’aumento delle risorse per la difesa in capacità industriale e programmi cooperativi. In questo quadro Mariani ha definito Safe una “misura utile”, confermando di avere presentato proposte sull’impiego delle risorse: “Spero che verranno raccolte dal Governo”. La sfida indicata alla Camera è dunque insieme tecnologica e industriale: innovare rapidamente, irrobustire la produzione e preservare competenze e filiere strategiche in una competizione che richiede capacità disponibili, integrabili e sostenibili nel tempo.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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