Malen sfida Lautaro, il match scudetto prima della maxisosta per le Nazionali

Di Enrico Currò

MILANO (ITALPRESS) – Malen, l’olandese segnante, sogna di togliere lo scudetto al collega argentino Lautaro, capocannoniere uscente. Alla quinta giornata il precoce confronto tra Roma e Inter candidate al titolo e tra i loro centravanti rappresenta bene una serie A in cui lo 0-0 pare vietato: nemmeno uno nelle prime 40 partite. Il capocannoniere attuale, 6 gol e un’immarcabilità che induce a paragoni un po’ blasfemi (Ronaldo il Fenomeno), è un trascinatore. All’Olimpico la sua effervescente squadra vuole battere e staccare i campioni d’Italia, da parte loro convinti di potere portare a termine analoga mossa.

L’autunno inizia con l’inedita maxisosta: quasi tre settimane. Tocca alle Nazionali, indigeste ai club preoccupati dal rischio infortuni. Mancini deve rilanciare l’Italia nel severo girone della Nations League con Francia, Belgio e Turchia, che il ct affronta con qualche novità nelle convocazioni: su tutte il centrocampista del Cagliari Romano, che ha preferito il passaporto italiano a quello svizzero. Ma prima della corposa pausa ciascuna delle due fuggiasche del campionato ha l’occasione di restare sola in vetta fino alla ripresa dell’8-9-10 ottobre.

Se invece non dovessero riuscire a superarsi, prima dell’interruzione il vertice potrebbe affollarsi: Como e Lazio, vincendo a Frosinone e Venezia, aggancerebbero infatti Roma e Inter. Lo spettacolo promette bene. L’ex interista Gasperini, sempre desideroso di rivalsa ma pronto ad ammettere la superiorità dei rivali per costanza di risultati, ha oliato i marchingegni offensivi (media di 3 reti a partita) con la coppia complementare Dybala-Malen, senza trascurare la difesa (1 solo gol subito). L’attacco di Chivu ha segnato perfino di più (13 volte) e con 8 giocatori diversi. Però la fragilità difensiva, emersa di nuovo contro l’Udinese poi rimontata (dallo 0-2 al 5-3), evidenzia le insicurezze del portiere Martinez, sostenuto a oltranza dal suo allenatore. Concentrazione massima predicano a Lazio e Como Gattuso e Fabregas. Guai a fidarsi del Venezia, ultimo a 0 punti con la panchina di Stroppa in bilico e tuttavia vitale nella sconfitta contro la Fiorentina, né a maggior ragione del Frosinone, che ha 7 punti tutti meritati.

L’appuntamento al buio è al Franchi tra Fiorentina e Napoli. Vanoli deve verificare se la resurrezione in laguna era reale o dovuta allo stato di grazia dell’argentino Mastantuono. Allegri non si può accontentare dell’1-0 col Bologna, firmato dall’estemporaneo goleador Lobotka su strappo del rampante Favasuli: adesso servono le prodezze degli attaccanti. Abbondano gli allenatori sotto esame.

Il più delicato è per la Juventus dopo i pasticci col Sassuolo, mitigati dallo strabordante 5-0 al Nec in Europa League. Per allontanare l’ombra di Conte, Spalletti deve piegare, nella gara tra osservati speciali, Sarri, scivolato a sua volta col Cagliari: finora l’Atalanta non è stata all’altezza delle speranze alimentate dal calciomercato.

Non ha alternative ai 3 punti anche il Milan di Amorim, indebolito dalla batosta di Europa League col Benfica, dagli stenti di Gonçalo Ramos e dai dissapori latenti con l’ex Pallone d’oro Modric, mentre il Lecce di Di Francesco visita San Siro con la serenità della classifica.

Sereno si mostra pure il sorprendente Cagliari: in casa dell’irsuta Udinese, che ritrova il gioiello Zaniolo, Pisacane è intenzionato a riproporre Daniel Maldini, reduce dalla nota disavventura automobilistica.

 Di sereno c’è poco tra Cuesta e De Rossi: Parma e Genoa hanno un solo punto e uno scarso impatto al dunque (2 gol). Nel Bologna ugualmente asfittico debutta Palladino, sostituto del secondo esonerato di stagione (Tedesco, dopo Grosso alla Fiorentina), contro il Torino di Abate, che ha 2 punti in più ma ha incassato le critiche del presidente Cairo.

L’ansia più comprensibile resta quella di Mancini. Tra Roma, Bursa, Parigi e Bologna, la Nazionale insegue 5-7 punti almeno, per poi completare a novembre un buon girone di Nations League e non rischiare la retrocessione in Lega B: sarebbe un problema in più per il calcio italiano, che ha cominciato maluccio le coppe europee. E che ha i due centravanti più celebrati – Kean e Pio Esposito – accomunati da un’amara premessa: nel Como e nell’Inter non vengono annunciati come titolari.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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