DEFR 2027–2029, assessora Laconi: “Proteggere l’ambiente significa custodire il futuro della Sardegna”

CAGLIARI (ITALPRESS) – “Dall’adattamento climatico alla biodiversità, dai rifiuti alla rete territoriale di protezione civile. Una programmazione fondata sulla prevenzione, sulla tutela del territorio e sul rafforzamento della capacità operativa della Regione Sardegna. “Governare l’ambiente significa assumersi la responsabilità di ciò che consegneremo alle generazioni future. In Sardegna questa responsabilità è ancora più grande: viviamo in una terra fragile e preziosa, esposta agli incendi, alla siccità, alle alluvioni e all’erosione delle coste, ma custode di un patrimonio naturale dal quale dipendono la nostra identità, la qualità della vita e una parte decisiva delle nostre possibilità di sviluppo”. Con queste parole l’assessora regionale della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi, ha sintetizzato l’impostazione del proprio intervento nell’audizione svoltasi in Commissione consiliare sulla proposta di Documento di economia e finanza regionale 2027-2029.

Il DEFR colloca l’ambiente al centro della programmazione regionale, non come settore isolato, ma come politica trasversale alle scelte economiche e sociali. La Missione dedicata allo sviluppo sostenibile e alla tutela del territorio prevede 926 milioni di euro nel 2026 e complessivamente 2 miliardi e 547 milioni nel triennio.

Le principali linee d’intervento riguardano l’adattamento ai cambiamenti climatici, la tutela della biodiversità e della Rete Natura 2000, le infrastrutture verdi, la difesa delle coste, l’economia circolare, la qualità dell’aria, le bonifiche, il patrimonio forestale e l’educazione ambientale. Entro il 2029 è previsto l’incremento fino al 30 per cento della quota di territorio sottoposta a tutela, insieme al miglioramento dello stato di conservazione di 20 mila ettari di habitat e alla realizzazione di infrastrutture verdi su 4.700 ettari. “Questi numeri – ha sottolineato Laconi – raccontano una scelta politica: non limitarci a riparare i danni, ma intervenire prima, proteggendo gli ecosistemi e rendendo i territori più capaci di resistere agli effetti della crisi climatica. Ogni bosco recuperato, ogni costa difesa e ogni habitat restituito a un migliore stato di conservazione rappresentano un bene comune salvaguardato e una possibilità in più per le nostre comunità”.

L’assessora ha richiamato inoltre i dati relativi alla gestione dei rifiuti. Se la Sardegna ha raggiunto il 76,6% di raccolta differenziata, la quota dei rifiuti conferiti in discarica è salita al 29,1% nel 2024, a fronte di una media nazionale del 14,8%. “Dobbiamo avere il coraggio di riconoscere ciò che funziona e, con la stessa onestà, ciò che ancora non funziona – ha affermato -. Gli indicatori non sono adempimenti burocratici: sono il metro con cui i cittadini possono verificare se gli impegni assunti diventano risultati concreti”.

Un passaggio centrale dell’audizione ha riguardato la protezione civile. Il DEFR prevede l’adozione dei piani nei dieci ambiti territoriali, l’allestimento di 48 centri operativi e di coordinamento, il rafforzamento dei Centri operativi comunali, della Colonna mobile e della Rete Radio regionale. Sarà inoltre potenziata la capacità di previsione attraverso 25 nuovi igrometri, 40 idrometri e 10 stazioni di videomonitoraggio costiero. La programmazione comprende la realizzazione della Cittadella e della Scuola regionale della Protezione civile nell’ex Deposito carburanti di Monte Urpinu e il crescente impiego di droni, immagini satellitari e altre tecnologie innovative nella lotta agli incendi.

“Dietro ogni piano, ogni sensore e ogni centro operativo ci sono persone, famiglie e territori che devono poter contare su istituzioni preparate – ha dichiarato Laconi -. Quando si governa la protezione civile, il tempo non è mai una variabile astratta: può diventare il confine tra l’allarme dato in anticipo e un’emergenza che colpisce una comunità”. Nel corso dell’audizione, l’assessora ha inoltre risposto alle domande dei componenti della Commissione, soffermandosi in particolare sull’emergenza della filiera degli imballaggi in plastica che sta interessando l’Italia e la Regione Sardegna.

“La prevenzione – ha concluso Laconi – è una responsabilità pubblica che non ammette discontinuità. Investire oggi nella conoscenza dei rischi, nella cura dell’ambiente e nella preparazione delle comunità significa proteggere domani la vita delle persone.

È questo il dovere più alto che le istituzioni hanno verso la Sardegna e verso chi la abiterà dopo di noi”.

– Foto Regione Sardegna –

(ITALPRESS).

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