LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – Joseph Muscat, primo ministro maltese quando Daphne Caruana Galizia fu assassinata, si è detto “perplesso” per la decisione della giuria di assolvere Yorgen Fenech, sottolineando però che giurati e istituzioni non dovrebbero essere attaccati a causa del verdetto.
In una conferenza stampa, Muscat ha detto di voler “ristabilire la verità dei fatti” e ha difeso la gestione delle indagini e la risposta all’omicidio da parte del suo governo. L’ex premier ha riferito di essere stato aggiornato dalla polizia nel corso dell’inchiesta, ma ha negato di aver chiesto o ricevuto informazioni sulle date previste per arresti o perquisizioni. Muscat ha inoltre difeso la decisione di prendere in considerazione la concessione della grazia presidenziale a Melvin Theuma, sottolineando che il procuratore generale e l’allora commissario di polizia lo avevano convinto che fosse necessaria per sbloccare le indagini, ma poi ha precisato che il Consiglio dei ministri decise infine di non concederla.
L’ex premier ha difeso anche la gestione delle proteste seguite all’assassinio, affermando di aver dato disposizione alla polizia di non intervenire nelle manifestazioni. Ha detto che le sue dimissioni erano state motivate dalla volontà di evitare anche solo l’impressione di un’interferenza politica nelle indagini.
Muscat ha poi ammesso di accettare e rispettare le conclusioni dell’inchiesta pubblica sull’assassinio di Daphne Caruana Galizia, osservando tuttavia che alcuni aspetti sembrano entrare in contrasto con il verdetto della giuria, in particolare per quanto riguarda il progetto Electrogas. Muscat ha invocato un “esame di coscienza” sui rapporti tra politici e imprenditori, chiedendosi se la comunicazione diretta con grandi investitori debba essere automaticamente considerata sospetta.
Ha anche difeso la famiglia Fenech e affrontato le critiche ricevute per aver accettato un orologio da Yorgen Fenech. Rievocando le ore immediatamente successive all’omicidio di Caruana Galizia, Muscat ha detto di aver inizialmente temuto che potesse trattarsi di un attacco terroristico e ha ricordato di aver ordinato la chiusura dei porti di Malta, l’aumento della sorveglianza all’aeroporto e di aver incaricato l’allora capo di gabinetto Keith Schembri di contattare le autorità internazionali.
Secondo Muscat, l’assistenza dell’FBI e l’impiego di tecnologie di localizzazione contribuirono successivamente a identificare persone che oggi si trovano in carcere. Ha concluso affermando che è legittimo sottoporre il verdetto a scrutinio, ma ha avvertito che eventuali attacchi contro i giurati potrebbero compromettere la fiducia dell’opinione pubblica.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).









