ROMA (ITALPRESS) – Il silenzio ha coperto la casa di Pavana, là dove il fiume scorre lento tra i sassi dell’Appennino. Con la stessa sobria timidezza delle sue storie, l’addio a Francesco Guccini si è consumato nel cortile di casa, inu n cerchio stretto di amici e parenti veri. Poche persone, circa quaranta, per l’ultimo saluto laico al Maestrone, scomparso giovedì scorso all’età di 86 anni. Accanto alla moglie Raffaella Zuccari e alla figlia Teresa, c’era Angela Sognorini, madre di Teresa, unita al dolore della famiglia. Presente anche il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e amico di vecchie chiacchiere e riflessioni sul senso della vita. Le sue parole hanno ricordato un uomo che, da eterno agnostico, non ha mai smesso di cercare e domandare. Niente palchi gonfi di luci, niente amplificatori, nessuna piazza urlante a intonare la Locomotiva. Il feretro, coperto da composizioni di fiori semplici, ha lasciato l’abitazione tra gli applausi commossi della gente del posto. Quella stessa gente umile che ha sempre riempito i suoi versi di mulini e nebbie. Bologna e Modena hanno proclamato il lutto cittadino, ma l’Appennino ha preferito la via del silenzio. Dopo la cerimonia privata, la salma è partita per il tempio crematorio di Borgo Panigale, a Bologna. Le ceneri torneranno a Pavana per riposare nella terra dove il cantautore aveva scelto di ritirarsi, lontano dal caos dei palcoscenici e della città. La figlia Teresa ha sussurrato un ultimo viaggio al padre, mentre le note dei suoi vecchi successi risuonavano solo nei ricordi di chi era presente. Nessun protocollo di Stato per l’intellettuale che ha cantato l’ostinata Resistenza e gli invisibili. L’Italia perde un poeta colto e popolare, capace di unire la satira sociale alla profondità letteraria. Il vuoto che resta è grande come i boschi di castagno che circondano la sua casa, tra la Toscana e l’Emilia. I fan dovranno aspettare settembre per una giornata di ricordo pubblico, pensata per chi vorrà salutarlo. Fino ad allora, rimane l’eco di una voce possente e il ricordo di un uomo che amava il vino e i dialetti. La sua ultima apparizione era stata a Reggio Emilia, dopo mesi passati al riparo dal mondo esterno. Oggi la sua terra lo riprende con sé per sempre, avvolgendolo in quell’atmosfera antica che tanto aveva descritto nei suoi romanzi e nelle canzoni. La fine della strada è arrivata in un giorno d’agosto, lo stesso mese che si portò via l’amico Claudio Lolli. Coincidenze del tempo che sembrano poesie scritte da un destino attento ai simboli della storia. Il carro funebre si allontana piano lungo le curve per un ultimo addio.
(ITALPRESS).
A Pavana l’ultimo saluto al Maestrone
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