Congressi e fiere tornano sui massimi storici. Dietro la crescita della domanda si muove una filiera di fornitura che sta cambiando forma: tempi di consegna sempre più stretti e prime aggregazioni, come il passaggio di Gadget48 a G&D Group.
La meeting industry italiana ha chiuso il 2025 su livelli che il comparto non registrava da prima della pandemia, e il sistema fieristico ha fatto lo stesso. Dietro i numeri della domanda si muove però una filiera molto meno visibile: quella che fornisce allestimenti, materiali e articoli personalizzati alle centinaia di migliaia di appuntamenti che ogni anno si svolgono nel Paese. È in questo segmento che si sono registrati, nelle ultime settimane, i movimenti più significativi.
Due curve che salgono insieme
Secondo l’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi, promosso da Federcongressi&eventi e realizzato da ASERI-Università Cattolica, nel 2025 in Italia sono stati realizzati 365.789 eventi, con 28,6 milioni di partecipanti e un impatto economico diretto pari a 13,2 miliardi di euro. Tra il 2022 e il 2025 il comparto ha registrato un tasso medio annuo di crescita composto del 6,4 per cento, segnale di una fase di maturità più che di rimbalzo.
Sul versante fieristico i dati AEFI-Prometeia diffusi nel giugno 2026 indicano per il 2025 un totale di 915 manifestazioni, 18,5 milioni tra visitatori e operatori professionali e 152mila espositori, per l’ottanta per cento italiani. L’impatto complessivo del comparto sull’economia nazionale è stimato in 22,5 miliardi di euro, pari allo 0,7 per cento del prodotto interno lordo.
L’effetto di questi numeri arriva alla filiera di fornitura prima che alle rilevazioni. «La crescita degli eventi non si traduce in ordini più grandi, ma in ordini più numerosi e più ravvicinati. Chi non ha la produzione interna fatica a stare nei tempi, e i tempi sono diventati il primo criterio di scelta del fornitore», osserva Alessandro Condello, co-fondatore e amministratore delegato di G&D Group, gruppo che a luglio ha acquisito Gadget48, e-commerce attivo dal 2007 nella vendita di gadget aziendali e personalizzazione di articoli promozionali e con oltre 14.000 aziende servite, che dedica una sezione del catalogo agli articoli con consegna express in 48 ore.
Eventi più piccoli, più vicini e decisi in meno tempo
Il dato che incide maggiormente sulla filiera non è il totale, ma la sua composizione. L’OICE rileva che nel 2025 la quota di eventi a partecipazione locale è salita al 54,8 per cento, dal 47,2 dell’anno precedente, mentre quella degli eventi nazionali è scesa al 32,3. Le imprese restano il primo mercato di riferimento, con il 61,4 per cento degli eventi, ma cresce la componente associativa, arrivata al 24,4: due tipologie di committenza con budget, volumi e tempi di decisione molto diversi tra loro.
La conseguenza operativa è che gli ordini si sono frammentati. Meno commesse di grandi dimensioni programmate con mesi di anticipo, più forniture di taglia contenuta richieste con poche settimane di preavviso, spesso da associazioni, enti territoriali e piccole imprese che organizzano un evento all’anno. In un contesto simile il vantaggio competitivo si sposta dall’ampiezza del catalogo alla certezza dei tempi di consegna, e quindi sulla capacità di gestire internamente grafica e stampa invece di appoggiarsi a terzisti. Nel comparto dei gadget personalizzati la profondità di magazzino conta ormai meno della velocità con cui un ordine viene evaso.
Un’offerta che comincia a concentrarsi
A monte, il settore resta frammentato tra e-commerce specializzati, tipografie e distributori locali, ma le prime aggregazioni sono arrivate. L’operazione annunciata all’inizio di luglio ha portato a G&D Group, società italiana attiva da oltre vent’anni nel branding e proprietaria del portale Gedshop, il cento per cento del ramo d’azienda riferibile al marchio Gadget48 e al relativo dominio, rilevato da Maffini Group. Il marchio resta attivo sul mercato mentre la società viene integrata operativamente nel gruppo: sul piano dell’assortimento significa affiancare gli oltre 50.000 articoli di abbigliamento promozionale e workwear del portale Gedshop alle circa 17.000 referenze dell’altro catalogo. Sul piano fiscale e societario l’operazione è stata seguita da Studio Rock.
Nelle note diffuse al momento dell’annuncio il gruppo acquirente ha presentato l’acquisizione come il primo passo di un piano di crescita rivolto ai mercati nazionale ed europeo, costruito sull’integrazione di competenze commerciali, digitali e produttive descritte come complementari. Nessuna indicazione è stata resa nota sul valore della transazione.
Il piano si concentra sui prossimi dodici-ventiquattro mesi, con obiettivi di integrazione commerciale, ottimizzazione della catena di fornitura e sviluppo delle piattaforme digitali. Se le previsioni degli operatori fieristici troveranno conferma (il 46 per cento degli associati AEFI attende ricavi in crescita nel primo semestre del 2026) la domanda a valle continuerà a sostenere il comparto. Sarà il 2027 a dire se quella di luglio è stata un’operazione isolata o il primo di una serie di riassetti in un mercato che, finora, ha vissuto di equilibri locali.









