ROMA (ITALPRESS) – “Voglio rinnovare in questo momento la mia totale vicinanza ai Carabinieri che in momenti non sempre sereni devono fare rispettare la legge e sono vittime di violenza”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo alla Farnesina in occasione dell’evento “L’Arma dei Carabinieri incontra la diplomazia”, dal titolo “La lotta ai traffici illeciti. Sfide internazionali e buone pratiche di collaborazione del Sistema Italia”. “Non c’è sondaggio che non metta le forze dell’ordine ai primi posti del gradimento e del consenso del popolo italiano. La migliore ricompensa per voi che indossate l’uniforme è l’apprezzamento, il consenso e la stima dei cittadini, perché questo riconoscimento morale vale più di tutto”, ha aggiunto Tajani.
Nel suo intervento Tajani ha evidenziato il ruolo dei Carabinieri nella tutela della rete diplomatica italiana all’estero. “Apprezziamo il lavoro che i Carabinieri svolgono nelle nostre ambasciate. La sicurezza dei nostri diplomatici, dei nostri dipendenti e dei nostri connazionali è fondamentale”, ha affermato, ringraziando l’Arma per il contributo nelle operazioni di evacuazione degli italiani bloccati in Paesi colpiti da guerre e crisi.
Il titolare della Farnesina ha inoltre richiamato il caso del funzionario infedele scoperto al Ministero degli Esteri. “È stato scoperto un funzionario dello Stato sleale, che è stato licenziato. Le indagini sono state effettuate dai Carabinieri e dalla Guardia di Finanza che operano in questo Ministero”, ha detto. Tajani ha poi sottolineato il ruolo dell’Italia nelle missioni internazionali e nella lotta alla criminalità e ai traffici illeciti. “I nostri Carabinieri e i nostri militari sono benvenuti da tutti”, ha dichiarato, ricordando l’impegno italiano in Kosovo e in Libano e il contributo fornito alla formazione delle forze di sicurezza locali. “L’integrazione tra i nostri diplomatici e i militari dell’Arma è importante”, ha aggiunto, sottolineando che attraverso i programmi di assistenza tecnica “noi esportiamo il nostro saper fare”.
Infine il ministro ha ribadito l’importanza della formazione congiunta tra diplomatici e ufficiali dell’Arma. “Nel mondo che cambia, sempre più interconnesso, una formazione soltanto militare non è sufficiente e neppure una formazione soltanto diplomatica: serve una formazione completa”, ha spiegato, definendo importante il percorso di collaborazione avviato tra Farnesina e Carabinieri per preparare le future generazioni di diplomatici e ufficiali”.
LUONGO “DAI CARABINIERI SUPPORTO ALL’AZIONE DIPLOMATICA”
“Questo disordine globale non fa che confermare l’esigenza di dare ai nostri futuri leader gli strumenti adeguati per aiutarsi. Ci servono leader coraggiosi, capaci di guidare uomini consapevoli e professionalmente preparati, perché quei leader dovranno a breve assumersi delle scelte e decidere talvolta con scelte anche coraggiose e anche sofferte”. Lo ha detto il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale Salvatore Luongo, intervenendo alla Farnesina in occasione dell’evento “L’Arma dei Carabinieri incontra la diplomazia”, dal titolo “La lotta ai traffici illeciti. Sfide internazionali e buone pratiche di collaborazione del Sistema Italia”.
Il comandante generale ha quindi sottolineato il valore della collaborazione tra Farnesina e Arma dei Carabinieri nella gestione delle crisi internazionali. “In questi mesi abbiamo approfondito insieme come si tiene il Sistema Italia all’estero, quando si entra in un’area di crisi aperta, lo stretto rapporto che deve esistere a mio avviso tra la Farnesina e l’Arma dei Carabinieri è fondamentale per affrontare quei momenti di difficoltà”. Luongo ha infine evidenziato il ruolo dell’Arma a sostegno dell’azione diplomatica italiana. “Abbiamo ufficiali e carabinieri che svolgono funzioni stabili, assorbendo anche i compiti di polizia militare che l’ordinamento ci riconosce e sostenendo l’azione diplomatica attraverso la protezione delle nostre ambasciate”.
– Foto xc7/Italpress –
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