Platini “Il calcio italiano deve ripartire da zero. Mondiali? Giusto aumentare il numero delle squadre, Francia la mia favorita” / Video

TORINO (ITALPRESS) – “Per l’Italia non è possibile non fare tre Mondiali di fila. Il calcio italiano deve ripartire da zero. Si deve fare quello che è stato fatto in Francia quando si falliva l’accesso ai Mondiali. Abbiamo creato il centro di formazione e tutto un sistema grazie al quale sono arrivati tanti grandi giocatori”. Così Michel Platini, alla domanda sullo stato del calcio italiano, intervenendo in conferenza stampa a margine dell’evento “Vialli e Mauro Golf Cup” al Royal Park I Roveri di Fiano Torinese (To). “Il giorno che il calcio italiano ripartirà da zero lo farà anche la Juventus – ha aggiunto l’ex fuoriclasse bianconero – Non dimentichiamo che le grandi squadre italiane sono state basata soprattutto su un blocco della Juventus. In Francia il governo ha deciso di fare il bilancio di quello che era il calcio per trovare soluzioni per far sviluppare il calcio e far crescere buoni giocatori. È stata una decisione politica non solo calcistica. Bisogna fare degli Stati Generali del calcio dai quali possano derivare le soluzioni per il calcio italiano. Noi l’abbiamo fatto parecchie volte”, ha concluso Platini.

“Del Mondiale ho visto pochissimo, lo farò dopo i sedicesimi di finale. Gli orari non aiutano i vecchietti come me. Una cosa che si nota è che le buone squadre ormai arrivano da ogni parte del mondo. Non scopriamo nuovi grandi giocatori perché li conosciamo già attraverso le competizioni europee. Una cosa che mi è piaciuta è la presentazione dei giocatori. Mettere tutti in campo dà prestigio e solennità. Sulla carta per me la favorita è la Francia perché in attacco ha giocatori fortissimi – ha aggiunto l’ex fuoriclasse della Juve e della nazionale transalpina parlando del Mondiale – Sul numero di squadre dico che anch’io avevo intenzione di fare qualcosa. La grande differenza di numero tra squadre europee e quelle degli altri continenti aveva senso tanti anni fa, adesso no. Ormai tante squadre extraeuropee valgono come quelle del vecchio continente. Il problema era se diminuire le europee o aumentare il numero totale. Ma politicamente è stato giusto aprire al mondo”.

“I giocatori sono liberi di dire quello che vogliono, ma quando indossano la maglia della nazionale non possono parlare di politica perché rappresentano la nazione intera. Mbappé ha sbagliato a fare dichiarazioni politiche con la maglia della nazionale. Dopo, quando torna al Madrid, secondo me è libero di fare dichiarazioni politiche ma la Federazione deve dirlo, invece di rimanere in silenzio. Il presidente della Federazione deve intervenire e imporre che non si parli di politica”, ha ancora detto su Mbappé.

Non può mancare un cenno sulla Juventus: “Quando penso alla Juventus penso a tutti i tifosi che mi vogliono ancora molto bene e che credo siano delusi di questi tempi. Penso all’impegno storico della famiglia Agnelli e ai grandi momenti che ho vissuto con i miei colleghi del tempo. Non sono dentro la Juventus e non posso conoscere le dinamiche della società che hanno portato al cambio di dirigenti, bastava vincere contro la Fiorentina e avremmo giudicato la stagione positivamente. Bisogna considerare i cicli. Pensiamo all’Inter dove era qualche anno fa. La Juventus ritornerà a un certo punto, sarebbe fastidioso che vincesse sempre”. “Su Del Piero deciderà John Elkann, non conosco bene Alessandro, dunque non posso dire cosa potrebbe fare da dirigente – ha proseguito l’ex fuoriclasse bianconero – Yildiz non lo conosco bene. L’ho visto giocare, ha le doti ed il potenziale. È sulla linea che troviamo in Olise, in Yamal, come giocatori di fascia, praticamente dei vecchi numeri 10 che sono diventati 11 e che sono deputati a creare”.

“È vero che è complicato competere in Europa se non ti apri ai grandi fondi finanziari ma la complessità di adesso c’era anche prima quando la Juventus aveva più mezzi degli altri. Oggi trovi il Qatar, gli Emirati o l’Arabia Saudita che mettono enormi quantità di denaro ed è per questo che ho messo il fair play finanziario. Si deve vivere con i soldi che generiamo e non con quelli che non abbiamo e questo dà più equilibrio alle cose. Ma per me la Juventus è la famiglia Agnelli e non altro”, ha concluso Platini.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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