Schifani “Tra il 2021 e il 2025 il Pil regionale è cresciuto del 20,2%, l’occupazione aumentata del 13,5%”

CATANIA (ITALPRESS) – Tra il 2021 e il 2025 il Pil regionale è cresciuto del 20,2 per cento, più della media del Mezzogiorno e di quella nazionale. Tra il 2022 e il 2024 l’occupazione è aumentata del 13,5 per cento, con circa 175 mila nuovi occupati. Nel 2025 la cassa integrazione si è ridotta del 25,3 per cento rispetto all’anno precedente, mentre a livello nazionale si registra un incremento superiore al 20 per cento. Questi risultati sono stati resi possibili anche dal profondo risanamento dei conti pubblici regionali. Siamo passati da una situazione caratterizzata da un disavanzo di circa 7 miliardi di euro a una condizione di piena solidità finanziaria, con un avanzo superiore a 5,2 miliardi”. Lo ha detto il presidente della Regione Renato Schifani in occasione del suo intervento per la centesima assemblea pubblica di Confindustria Catania. 

“Negli ultimi tre anni le entrate tributarie regionali sono cresciute di oltre 5 miliardi di euro e la liquidità di cassa è più che raddoppiata, passando da circa 5 a oltre 11 miliardi. Un percorso che ha portato le principali agenzie internazionali di rating a riconoscere alla Sicilia un doppio upgrade del merito creditizio, rafforzando ulteriormente la fiducia dei mercati e degli investitori” ha continuato Schifani.

 “La solidità finanziaria della Sicilia si sta trasformando in investimenti, occupazione e sviluppo – ha proseguito il presidente della Regione – Lo confermano anche le analisi recentemente presentate da TEHA Club Ambrosetti a Palermo, alla presenza di numerosi imprenditori siciliani – spiega Schifani – La Sicilia viene oggi indicata come una delle aree più dinamiche e promettenti del Mezzogiorno, capace di coniugare crescita economica, attrazione degli investimenti e valorizzazione delle proprie vocazioni strategiche. Non una Regione osservata soltanto per le sue potenzialità, ma per i risultati che sta concretamente producendo. Oggi la Sicilia è la seconda regione del Mezzogiorno per valore aggiunto generato dalle multinazionali estere. È la seconda regione italiana per capacità installata da fonti eoliche e fotovoltaiche e la prima per contributo potenziale agli obiettivi nazionali di transizione energetica. Una leadership che colloca la nostra Isola al centro delle nuove strategie energetiche dell’Italia e dell’Europa”.

“La Sicilia dispone inoltre di un patrimonio umano straordinario. È la terza regione italiana per quota di popolazione under 35 e può contare su una generazione di giovani qualificati che rappresenta una leva fondamentale per la competitività futura. Per questo abbiamo investito nelle politiche attive del lavoro, nella formazione specialistica e in strumenti innovativi come il South Working, finalizzati ad attrarre e trattenere talenti. Questa nuova credibilità trova conferma soprattutto nei grandi investimenti in corso. Il monitoraggio realizzato da TEHA nell’ambito del progetto “Verso Sud” censisce in Sicilia investimenti programmati o in fase di realizzazione per oltre 125 miliardi di euro – continua Schifani – Una massa di risorse senza precedenti che interessa infrastrutture, energia, industria avanzata, innovazione tecnologica, logistica e ricerca”. 

“I porti dell’Isola movimentano quasi 69 milioni di tonnellate di merci all’anno, mentre il traffico crocieristico continua a crescere, confermando il ruolo della Regione come porta naturale dell’Europa verso il Mediterraneo e i mercati globali”, ha detto.

“Abbiamo semplificato le regole con la riforma della Cts, la Commissione tecnico specialistica per le autorizzazioni ambientali che ha reso più rapidi i processi decisionali, favorendo nuovi insediamenti produttivi. Nel 2025 sono stati rilasciati 865 pareri positivi per oltre 7 miliardi di euro di investimenti – ha aggiunto Schifani –  In questo quadro si inserisce anche la misura regionale integrativa della ZES Unica. Abbiamo destinato 210 milioni di euro di risorse regionali per affiancare il credito d’imposta nazionale riconosciuto alle aziende che investono nell’Isola. Una scelta che conferma la volontà della Regione di essere concretamente al fianco del sistema produttivo e di rafforzare la competitività della Sicilia. Voglio ribadire con chiarezza che queste risorse sono pienamente confermate e rappresentano un’opportunità concreta per le imprese che hanno scelto di investire e crescere nel nostro territorio. Ma il mio governo guarda anche al futuro e alle sfide che attendono la Sicilia negli anni a venire. Stiamo ponendo le basi per una stagione di sviluppo che non si esaurisce in questa legislatura, ma che intendiamo proseguire con il massimo impegno nei prossimi anni per consolidare i risultati raggiunti e accompagnare l’Isola verso una crescita stabile e duratura”.

 “La ZES Unica e la misura regionale che la integra stanno rafforzando ulteriormente l’attrattività del territorio. Le autorizzazioni già rilasciate e gli investimenti attivati dimostrano che quando le istituzioni semplificano e accompagnano chi vuole investire, le imprese rispondono. Sono risultati che stanno cambiando la percezione della Sicilia in Italia e in Europa. Per la prima volta dopo molti anni la nostra Regione non viene più considerata una periferia da assistere, ma una piattaforma strategica del Mediterraneo nella quale investire, produrre, innovare e creare occupazione. Questo percorso non sarebbe stato possibile senza il contributo delle imprese. Le imprese rappresentano il motore dello sviluppo economico. Sono loro che investono, innovano, esportano, assumono e competono sui mercati nazionali e internazionali. Per questo il sostegno al sistema produttivo è stato una delle priorità del nostro governo. Abbiamo mobilitato importanti risorse per favorire investimenti, innovazione, accesso al credito e crescita aziendale. Abbiamo introdotto strumenti per incentivare nuova occupazione e rafforzare la competitività delle imprese siciliane”, ha concluso.

-Foto ufficio stampa Regione Siciliana-
(ITALPRESS).

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