ROMA (ITALPRESS) – “Sappiamo benissimo che senza Pnrr ci sarebbe stato il rischio di andare in recessione. Ma la verità è: cosa dobbiamo pensare dal 2026 in poi? Questo è il vero capitolo”. Queste le parole del presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, agli Stati generali dei Trasporti e della Logistica organizzati da Confindustria a Roma.
Gli ETS “impattano su tutti i settori, oggi è è una tassa carbonica che ci siamo inventati noi in Europa, mentre gli Usa giocano la loro partita, la Cina un’altra: ci sono dei benchmark mondiali completamente diversi dai nostri” e “c’è qualcuno che guadagna delle montagne di soldi sulla pelle delle imprese europee e che le mettono fuori mercato”. “Abbiamo chiesto la sospensione, non tanto perché non vogliamo credere alla decarbonizzazione, ma perché crediamo che la Commissione europea e il Parlamento europeo per rifare una rimodulazione degli ETS oggi sia talmente tanto lungo sospendeteli un attimo, nel frattempo studiamo quello che sta accadendo fuori dall’Europa”, ha spiegato nel discorso che ha chiuso i lavori.
“Negli ultimi mesi la Commissione europea ha impresso una forte accelerazione alla politica dei trasporti: la logistica non è più soltanto un settore economico, ma è una leva fondamentale di competitività, sicurezza economica e coesione del mercato unico”. Così il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, in un videomessaggio.
Sul fronte dei trasporti, una delle parole chiave è intermodalità. “L’intermodalità treno-aereo è importante: nel 2021, il numero di passeggeri che arrivavano in aeroporto in treno era circa il 20-22%, oggi siamo ben sopra il 30%. Poi l’Italia sta scalando le classifiche del turismo, ultimamente abbiamo superato la Francia, solo la Spagna sta facendo meglio di noi. Tantissimi di questi flussi di ingresso però sfuggono al sistema Italia, vengono gestiti da hub esteri come ad esempio Francoforte, Amsterdam, Parigi e Monaco. Bisogna recuperare questi flussi che sfuggono“. Cosí l’ad di Aeroporti di Roma, Marco Troncone. “Questa è la grande opportunità su cui bisogna fare di più, c’è bisogno di tante frequenze ferroviarie che si connettano col mondo aereo. Su questo dobbiamo lavorare, ci scontriamo soprattutto con il gap infrastrutturale”, sottolinea. “C’è bisogno di investire su alcuni progetti, nel nostro caso l’ampliamento della stazione ferroviaria, il raddoppio della capacità del collegamento ferroviario tra l’aeroporto e la città”, conclude.
“Le autostrade italiane sono e saranno le principali reti della mobilità, sia privata che della logistica: è la rete più complessa d’Europa, è la più vecchia e la più congestionata. L’80% della mobilità avviene su gomma. Tutti i concessionari autostradali sono impegnati in una grandissima opera di rigenerazione”, con “pesanti e ingenti interventi di messa a norma” per “garantire la sicurezza dei trasporti, di chi utilizza le nostre reti, delle infrastrutture e di chi lavora sulle autostrade. Gli investimenti sono importanti, il settore avrà bisogno di circa 50-60 miliardi di investimenti in un orizzonte di 15-20 anni”, è l’opinione dell’ad di Autostrade per l’Italia, Arrigo Giana.
Ieri è stata una “giornata impegnativa, in cui abbiamo lavorato per recuperare un guasto importante sulla linea elettrica che ha comportato la disalimentazione della linea da Milano a Piacenza. La macchina del sistema ferroviario si è mossa con grande impegno. L’infrastruttura è riuscita a recuperare la funzionalità della linea”, ha ricordato l’ad di Trenitalia, Gianpiero Strisciuglio. “Nel frattempo è compito nostro che trasportiamo i passeggeri assistere e soprattutto garantire, anche in presenza di queste problematiche, la continuità della mobilità, l’abbiamo poi garantita utilizzando la linea convenzionale”, ha sottolineato. “Direi che il sistema ferroviario è stato messo a dura prova, ma ha reagito come è doveroso fare, cercando di concentrarci sul cliente, sul servizio, sulla continuità della mobilità, come sempre facciamo”, ha concluso.
“Stiamo lavorando molto: abbiamo 1300 cantieri operativi tutti i giorni, grazie ai finanziamenti del PNRR stiamo realizzando quella che è l’infrastruttura del futuro, più affidabile, più radicata, più interconnessa”, ha detto l’ad di RFI, Aldo Isi. “Lavoriamo su quelli che sono sostanzialmente i corridoi europei: l’asse orizzontale, quindi Milano-Brescia e Brescia-Verona, i collegamenti con i porti – uno su tutti Milano-Genova con il terzo valico – e poi finalmente il sud Italia, con l’asse importantissimo Napoli-Bari: nel 2026 attiviamo un’importante tratta, dal 1° luglio sarà operativo il collegamento diretto Napoli-Lecce. E non dimenticherei la Sicilia che fa parte sempre di questi investimenti, dove abbiamo tutti i cantieri operativi per il collegamento Palermo-Catania-Messina. Siamo sicuramente in una fase storica che non è equivalente al passato e che ha portato questa azienda a realizzare circa 12 miliardi di investimenti e credo che questo sia un numero molto importante”, conclude.
“Siamo l’azienda dell’ultimo miglio, tutto ciò che connette porti, aeroporti e infrastrutture importanti ci vede coinvolti con le nostre strade: ben 33.000 chilometri sono il nostro portafoglio strade, un altro dato importante è che 8 milioni di persone quotidianamente passano sulle nostre strade. A fronte di questo sono necessari investimenti, che noi abbiamo programmato entro il 2035 con un piano globale che prevede 43,6 miliardi di crescita: di questo 10 miliardi sono legati alla rete TEN-T”, è la chiosa dell’ad di Anas, Claudio Andrea Gemme.
Venendo invece al settore della logistica, Confindustria sottolinea come sia sempre più un motore di crescita per il Paese. “Siamo qui per costruire insieme una nuova politica industriale del Paese che metta trasporti, logistica e infrastrutture al centro dell’agenda nazionale. La logistica e i trasporti non sono un costo”, ma “sono crescita. Non sono soltanto il motore dell’economia, ma uno dei più importanti moltiplicatori della crescita nazionale. Ogni milione di euro investito nella logistica genera oltre due milioni di euro di produzione aggiuntiva“. Così il vicepresidente di Confindustria per i Trasporti, la Logistica e l’Industria del Turismo, Leopoldo Destro, aprendo i lavori di oggi. “Investire quindi in questi settori significa investire nella qualità della vita delle persone, nella coesione dei territori, nella competitività delle imprese. La logistica “è centrale nell’export e nella capacità dell’Italia di attrarre investimenti e turismo”, spiega. “Oggi serve certamente un nuovo slancio” e “una stagione di investimenti, serve una visione lunga, ampia, una governance forte ed efficiente. Serve continuità nelle risorse. E serve farlo insieme: imprese, istituzioni, governo, Parlamento, territori, gestori infrastrutturali, operatori logistici del mondo del trasporto e di quello della ricerca possono condividere la La stessa ambizione. Rendere l’Italia più connessa, più competitiva, più attrattiva, più centrale e unita all’Europa”, conclude.
“La logistica non deve essere vista come un costo, ma come un fattore abilitante per la crescita dell’industria. Lavorare insieme è uno degli elementi più importanti per il futuro dell’intermodalità e della logistica”. Questo il parere espresso dall’ad di FS Logistix, Sabrina De Filippis. “Finora la logistica è stata vista come un tema prettamente concentrato sul mondo dei trasporti e questo ha fatto sì che il Ministero dei Trasporti fosse l’unico grande interlocutore istituzionale per tutto il settore della logistica. La mia proposta è un cambio di paradigma: fare in modo che ci sia intermodalità mare-ferro-gomma vuol dire affrontare il tema dell’impatto della politica industriale e quindi incentivare il settore industriale all’intermodalità, portando l’industria – con un incentivo economico – a utilizzare l’intermodalità”, conclude De Filippis.
“In uno scenario internazionale segnato da tensioni geopolitiche, nuove barriere commerciali e catene del valore sempre più esposte agli shock, trasporti, infrastrutture e logistica non sono un tema settoriale, ma una condizione di competitività per tutto il sistema produttivo. Per un Paese manifatturiero ed esportatore come l’Italia, la capacità di muovere merci, connettere territori e presidiare i mercati esteri è ciò che rende le imprese più forti e il Paese più credibile per chi vuole investire”, è l’opinione di Barbara Cimmino, vicepresidente di Confindustria per l’Export e l’Attrazione degli Investimenti. “Dobbiamo tenere insieme sicurezza economica e apertura dei mercati: accordi commerciali, corridoi europei e nuove direttrici strategiche come l’IMEC sono strumenti decisivi per diversificare gli sbocchi, ridurre le vulnerabilità e rafforzare la presenza dell’Italia nelle catene globali del valore. Infrastrutture moderne e reti efficienti sono la piattaforma su cui costruire più export, più investimenti e più crescita”, conclude Cimmino.
– foto IPA Agency –
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