Trump firma l’accordo, Teheran conferma. Il primo ministro del Pakistan: “Hormuz riapre subito”

ROMA (ITALPRESS) – “Il presidente Trump ha firmato a Versailles l’accordo tra l’Iran e gli Stati Uniti. Questo accordo apre la strada a una pace duratura e permette la riapertura dello stretto di Ormuz. È un passo importante nella giusta direzione per i nostri compatrioti che permetterà di ottenere presto una diminuzione dei prezzi dell’energia”. Lo annuncia sui social il presidente francese Emmanuel Macron, postando il video che mostra il presidente degli Stati Uniti firmare l’accordo a Versailles. Anche la Casa Bianca ha pubblicato il video della firma. Si vede Trump seduto a tavola a Versailles fra Emmanuel Macron e la moglie Brigitte. Dopo l’apposizione della firma da parte del tycoon, si sente Macron dire “bravo” prima di applaudire e stringere la mano al segretario di Stato Marco Rubio.

Il presidente ha poi consegnato il documento a Rubio e Macron gli ha detto “great job”. Anche da parte iraniana è arrivata la conferma della sigla dell’intesa. L’agenzia Irna, ha infatti postato le immagini del presidente iraniano Masoud Pezeshkian dopo la firma del memorandum d’intesa con gli Stati Uniti. Le foto mostrano Pezeshkian con in mano un documento scritto in farsi, con in calce le firme sue e di Trump. Secondo l’Irna, inoltre, anche il primo ministro del Pakistan Shehbaz firmerà il memorandum, riconoscendo il ruolo di mediazione del suo paese nel processo diplomatico che ha portato all’accordo.

SHARIF “CON ACCORDO HORMUZ RIAPERTO SUBITO”

“Sono onorato di annunciare che lo storico ‘Memorandum d’intesa di Islamabad’ è stato firmato elettronicamente oggi tra gli Stati Uniti d’America e la Repubblica Islamica dell’Iran. Il Memorandum è stato firmato dai presidenti di entrambi i paesi ed è stato anche approvato da me in qualità di mediatore. La firma di questo accordo al più alto livello dei rispettivi governi dimostra l’impegno di entrambe le parti per una risoluzione diplomatica del conflitto. Entrerà in vigore con effetto immediato e, come primo passo, la Repubblica Islamica dell’Iran riaprirà istantaneamente lo Stretto di Hormuz e gli Stati Uniti d’America solleveranno immediatamente il blocco navale”. Lo annuncia sui social il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif. “Le mie più sentite congratulazioni e sincera gratitudine al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il cui impegno incrollabile per la diplomazia e la preferenza per una risoluzione pacifica hanno una volta di più contribuito a porre fine a un conflitto che avrebbe potuto portare a conseguenze devastanti per la regione e oltre”, aggiunge.

“Lodo anche la dedizione e gli sforzi instancabili del team negoziale degli Stati Uniti, inclusi J.D. Vance, Steve Witkoff e Jared Kushner, per i loro preziosi contributi a questo risultato. Esprimo il mio profondo rispetto e apprezzamento per l’ayatollah Seyyed Mojtaba Hosseini Khamenei, e il presidente Masoud Pezeshkian per la loro saggezza, lungimiranza e statismo nell’abbracciare la causa della pace. Desidero anche riconoscere gli sforzi del team negoziale iraniano, inclusi Mohammad Bagher Ghalibaf, Abbas Araghchi ed Eskandar Momeni, la cui pazienza, perseveranza e impegno per un coinvolgimento costruttivo sono stati fondamentali per portare questo accordo a compimento. Possa questo memorandum d’intesa servire da base duratura per una maggiore comprensione, rispetto reciproco e prosperità condivisa per l’intera regione”, conclude Sharif.

PER TEHERAN TRATTATIVE ATTUALI MOLTO DIVERSE DA VIENNA

Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Qalibaf, ha definito l’approccio di Teheran agli Stati Uniti come una “diplomazia della forza”, sottolineando che le recenti conversazioni con Washington sono radicalmente diverse dall’accordo nucleare di Vienna del 2015. In un’intervista all’emittente di stato Irib nella notte, Qalibaf – che guida i negoziati iraniani con la controparte americana – ha dichiarato che l’Iran si presenta ai colloqui tecnici “da una posizione di forza” grazie ai recenti successi militari. “Non c’è spazio nelle trattative attuali per slogan vuoti, concessioni o compromessi”, ha affermato, aggiungendo che il processo negoziale rappresenta “una forma di resistenza”. Qalibaf ha inoltre definito la memoria d’intesa raggiunta come “il certificato di fallimento degli Stati Uniti”. Tra gli elementi inclusi negli accordi, ha citato esplicitamente lo Stretto di Hormuz: “È stato codificato il pagamento delle tariffe per i servizi di transito attraverso lo stretto di Hormuz nell’ambito della memoria d’intesa”.

– Foto Profilo X Emmanuel Macron –

(ITALPRESS).

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