OLIENA (ITALPRESS) – Il futuro dell’autonomia sarda, la riforma dello Statuto speciale e il ruolo degli enti locali nel nuovo assetto istituzionale dell’Isola. Sono stati questi i temi al centro del convegno “Da Mario Melis al 2030. Quali riforme per la Sardegna”, promosso dal Consiglio delle Autonomie Locali e ospitato oggi all’hotel Sa Corte di Oliena. Nel corso della seconda sessione dei lavori, dedicata alle riforme necessarie per la Sardegna, è intervenuta la presidente della Regione, Alessandra Todde, che ha richiamato il valore politico e istituzionale dell’eredità di Mario Melis e la necessità di aprire una nuova fase di confronto sul futuro della specialità sarda. “Parlare di Mario Melis significa parlare della postura della Sardegna“, ha detto la presidente. “Ci ha lasciato un’idea alta dell’autonomia, fondata sulla responsabilità istituzionale, sul rapporto con lo Stato e sulla capacità di rappresentare la Sardegna con autorevolezza nei luoghi in cui si decide”. Todde ha sottolineato come il tema dell’autonomia non possa restare confinato nel confronto tecnico o istituzionale: “Il cambiamento dello Statuto, della legge statutaria perché sia efficace, e la capacità di essere rappresentati correttamente nel contesto italiano ed europeo possono avere forza soltanto se questi temi vengono compresi dai cittadini. Una nuova stagione costituente può esistere solo se nasce anche da una spinta dal basso”.
Nel suo intervento la presidente ha ribadito la necessità di rafforzare in modo unitario la posizione della Sardegna, sia nel rapporto con lo Stato sia nel quadro europeo: “L’autonomia e le nostre prerogative devono essere patrimonio di tutti. Non possono appartenere a una parte sola. Quando sono in gioco diritti fondamentali, la Sardegna deve sapersi rappresentare in modo unitario”. Un passaggio centrale del suo intervento ha riguardato il ruolo dell’Europa e la condizione insulare. “In questo momento è in discussione la strategia europea per le isole. È un passaggio importante, che può incidere sul riconoscimento concreto del diritto all’insularità, sulla mobilità, sul contrasto allo spopolamento e sugli investimenti nei settori strategici. La Sardegna deve stare in questo confronto con una voce riconoscibile”. Todde ha poi richiamato il lavoro avviato dalla legislatura sulla legge statutaria, indicando alcune priorità: la forma di governo, il rapporto tra Presidenza e Consiglio regionale, il rafforzamento del ruolo del Consiglio e la ridefinizione del rapporto tra Regione ed enti locali. “Dobbiamo discutere di come vogliamo rappresentarci davanti ai cittadini e di come rendere più moderno il nostro sistema istituzionale”, ha affermato. “Siamo ancora ancorati a un impianto normativo che risale al 1977. Il mondo è cambiato, la Sardegna è cambiata, i cittadini sono cambiati. Serve una Regione più moderna, con regole più chiare e più adatte al tempo che viviamo”.
Ampio spazio anche alla riforma degli enti locali e al tema del comparto unico. “Da una parte chiediamo ai Comuni di attuare politiche e spendere risorse, dall’altra spesso li lasciamo senza personale e senza strumenti adeguati. Questa frattura va affrontata. Il rapporto tra Regione ed enti locali riguarda l’attuazione piena del principio di sussidiarietà: ogni livello istituzionale deve sapere con chiarezza quali responsabilità ha e con quali strumenti esercitarle“. Nel corso del convegno sono intervenuti, il presidente del Consiglio Regionale Piero Comandini, il presidente del CAL, Ignazio Locci, la presidente di Anci Sardegna Daniela Falconi, il sindaco di Oliena, Sebastiano Congiu, il vicepresidente del CAL, Francesco Lai, e la figlia di Mario Melis, Laura Melis. La giornata si è articolata in due sessioni dedicate al rapporto tra autonomie territoriali, Europa e Mediterraneo e alla definizione di una nuova agenda di riforme per la Sardegna. “Mario Melis – ha concluso la Presidente Todde – ci ha lasciato un’idea alta dell’autonomia. Sta a noi tradurla nel tempo presente, con coraggio istituzionale e con rispetto per le comunità che rappresentiamo. Con la Carta di Oliena può partire un messaggio chiaro: la specialità sarda appartiene al futuro, se abbiamo il coraggio di riformarla”.
– foto ufficio stampa Regione Sardegna –
(ITALPRESS).





























