TEL AVIV (ISRAELE) (ITALPRESS) – Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha affermato che Israele sta “colpendo duramente Hezbollah”, il gruppo armato libanese filo-iraniano – ed eliminando “centinaia di terroristi ogni settimana”, promettendo al contempo di ripristinare la sicurezza a lungo termine nel nord di Israele e di ampliare un importante piano di sviluppo statale per la Galilea, durante una riunione speciale del governo che si è svolta a Nof Hagalil. Netanyahu ha descritto la situazione nel nord di Israele come parte di una “lotta continua per la Galilea e, prima di tutto, per la sicurezza”, affermando che il governo sta anche affrontando la minaccia emergente rappresentata dai droni che vengono lanciati dal sud del Libano, sulla quale Israele sta “lavorando” per porvi rimedio. “Ripristineremo la sicurezza nel nord e creeremo sicurezza nel nord proprio come abbiamo fatto nel sud”, ha dichiarato Netanyahu, aggiungendo che lo scetticismo sulla ripresa nel sud di Israele dopo il 7 ottobre si è rivelato infondato.
Sul campo prosegue lo scontro fra i miliziani di Hezbollah e Israele. Stamane il ministero degli Esteri israeliano ha accusato il gruppo filo-iraniano di aver violato il cessate il fuoco mentre nel nord di Israele sono risuonate le sirene d’allarme per un drone intercettato al di fuori dello spazio aereo israeliano. Secondo i resoconti dei media libanesi, oggi l’artiglieria israeliana e l’Aeronautica hanno colpito località nei distretti di Bin Jbeil, Marjeyoun e Tiro, dove sono state uccise due persone. Da parte sua, Hezbollah ha annunciato di aver lanciato razzi contro mezzi e soldati dell’esercito israeliano a Tayr Harfa, nel distretto di Tiro, città costiera nel sud del Libano.
Sul piano interno, il governo ribadisce la sua opposizione a Hezbollah. Durante una visita in Francia, il ministro degli Esteri libanese, Joe Raggi, ha dichiarato mercoledì in un’intervista all’emittente televisiva francese Lci che i negoziati diretti con Israele rappresentano “la via più efficace” per porre fine alla guerra. Il capo della diplomazia libanese ha quindi auspicato la fine della distinzione tra “l’ala politica e quella militare di Hezbollah”, accusandola di ostacolare tali negoziati. “I negoziati diretti tra il governo libanese e Israele sono l’unica strada possibile per ristabilire la pace in Libano. L’opzione militare si è dimostrata inefficace”, ha affermato il ministro degli Esteri libanese durante l’intervista, lodando al contempo il “raro coraggio” dimostrato dal presidente Joseph Aoun e dal primo ministro Nawaf Salam nell’aprire questo canale diplomatico con Tel Aviv. Il ministro, esponente del partito cristiano Forze libanesi e fermo oppositore di Hezbollah, ha inoltre affermato che continuare a “distinguere tra l’ala politica e quella militare” del gruppo sciita è “assolutamente irrealistico”. “Hezbollah è un’entità unica. È un’organizzazione illegale in Libano, un braccio armato dell’Iran, che quest’ultimo utilizza per controllare il Libano e destabilizzare il Medio Oriente”, ha affermato.
– foto IPA Agency –
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