“L’Antidoto” di Claudio Cerasa al Festival A Tutto Volume di Ragusa

RAGUSA (ITALPRESS) – In libreria per Silvio Berlusconi Editore, L’Antidoto è il nuovo saggio di Claudio Cerasa che sfida l’onda pessimista del pensiero dominante: un invito a combattere con forza la fabbrica del catastrofismo e l’industria dell’allarmismo. Un appello a riappropriarci della realtà imparando a distinguere ciò che è virale da ciò che è reale e a non considerare più le buone notizie come se fossero un’eresia. Tesi di fondo dell’autore: nella contemporaneità fatta di percezioni che si impongono sulla realtà, si può dire che un pessimista oggi è solo un ottimista che è stato disinformato.

Il nuovo saggio sarà presentato, nell’ambito del Festival A Tutto Volume – Libri in Festa, venerdì 12 giugno, alle ore 19.15, presso Piazza Poste, Ragusa Superiore, nel corso di un dialogo con Fabio Manenti.

In un’epoca in cui il pensiero cupo è diventato la lente privilegiata per leggere il presente, il direttore del Foglio ribalta la narrazione affidandosi a numeri e a storie concrete, per mostrare come il mondo sia spesso meno nero di quanto venga raccontato. Negli ultimi anni, il mondo è stato spesso raccontato utilizzando un’unica lente distorta: quella della paura, del disfattismo, del catastrofismo. Ma la realtà ci racconta qualcosa di diverso. Per esempio, che la povertà globale è in calo (nel 1981 il 42 per cento della popolazione viveva in estrema povertà, oggi il 9%), che l’analfabetismo diminuisce (nel 1950 meno della metà dell’umanità sapeva leggere e scrivere, mentre oggi è oltre l’86 per cento), che nel 1990 morivano ogni giorno 34.000 bambini sotto i 5 anni e oggi sono meno di 13.000, che il reddito medio mondiale è più che raddoppiato dagli anni Ottanta e che, nonostante la dittatura del percepito, la sicurezza attorno a noi migliora ogni giorno di più. Questi sono dati, non illusioni. Ma, nonostante ciò, la percezione diffusa è quella di un mondo in costante peggioramento. E più si scommette sulle percezioni e più l’industria del rancore renderà le democrazie più fragili e vulnerabili. E più esposte alle ondate di populismi e di estremismo.

Secondo Cerasa, questa distorsione nasce da un racconto mediatico che privilegia notizie negative e sensazionalistiche. E nasce anche, per quanto riguarda l’Italia, da una cultura della gogna che, trasformando ogni cittadino in un colpevole fino a prova contraria, ha creato una sfiducia sistemica sul futuro. È ora di ribellarsi, dice Cerasa. E da qui l’invito a tornare a considerare l’ottimismo come un antidoto per comprendere meglio il presente, per prepararsi al futuro. E da qui l’invito a cercare attivamente anche buone notizie, dati incoraggianti e segnali di progresso che vengono troppo spesso ignorati. Essere ottimisti significa questo: non negare i problemi del presente, ma concentrarsi sulle soluzioni puntando sui fatti, sulla realtà, non sui capri espiatori.

Essere ottimisti, oggi, significa anche altro. Significa anche rileggere in chiave positiva alcuni dei temi centrali del dibattito pubblico che alimentano sfiducia e senso di colpa nella società contemporanea. A partire dalla diffusa autodenigrazione dell’Occidente, spesso ritenuto responsabile di ogni male globale: l’autore ne rilegge storia e valori, ricordando come libertà, democrazia e innovazione abbiano migliorato in modo concreto la vita di miliardi di persone e continuino a produrre effetti positivi ben oltre i loro confini.
Cerasa dedica ampio spazio anche alla globalizzazione, spesso demonizzata come causa di disuguaglianze e perdita di sovranità, ma che è stata in realtà un potente motore di progresso e di libertà, contribuendo in modo decisivo al miglioramento delle condizioni di vita su scala mondiale. Difendere la globalizzazione, sostiene l’autore, significa difendere l’apertura delle società, la democrazia e le libertà individuali.

L’autore non tralascia di riflettere, in parallelo, sull’Europa, che Trump ha involontariamente reso più forte. E sulle sfide ambientali, affrontandole con un approccio pragmatico e orientato ai dati, offrendo antidoti contro l’ecoansia e offrendo una chiave per trovare una terza via tra i professionisti dell’allarmismo e gli irresponsabili del negazionismo climatico. Ulteriore spazio è, infine, dedicato alla crisi demografica, alla cultura della gogna mediatica e giudiziaria e al clima di sfiducia che attraversa le società occidentali. Temi diversi, uniti dal fil rouge: ribellarsi all’industria del catastrofismo. Per Cerasa «l’ottimismo non è ingenuità, ma una scelta razionale e necessaria per continuare a migliorare il mondo».

Claudio Cerasa (1982) è direttore del «Foglio». Tra i suoi libri: Le catene della sinistra (2014), Tra l’asino e il cane (con Francesco Pugliese, 2015), Io non posso tacere (con Piero Tony, 2015), Abbasso i tolleranti (2018) e Le catene della destra (2022).

– foto ufficio stampa Silvio Berlusconi Editore –

(ITALPRESS).

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