MONTE CARLO (MONACO) (ITALPRESS) – Le qualifiche a Monaco sono sempre speciali, e anche questa volta non hanno deluso le aspettative. Alla fine, a spuntarla è stato il leader del campionato, Kimi Antonelli: l’italiano ha fermato il cronometro sull’1’12″051, precedendo di pochi millesimi Max Verstappen. È la quarta pole position di Antonelli. La qualifica si è svolta in condizioni perfette, con cielo sereno e temperature ambientali intorno ai 23 °C. Tutti i piloti hanno utilizzato la mescola C5, sfruttandola al massimo. In Q1 alcuni sono riusciti a completare più tentativi veloci con lo stesso treno di gomme. In Q3, i primi tre hanno tutti effettuato un giro di lancio seguito da un giro di preparazione a ritmo sostenuto prima del tentativo decisivo. Prima delle qualifiche, anche nella terza sessione di prove libere i piloti hanno girato esclusivamente con Soft. Le temperature dell’asfalto hanno raggiunto i 48 °C. Nonostante un’interruzione causata da un incidente di Oliver Bearman e dalla conseguente bandiera rossa, i team sono riusciti a completare un buon numero di giri per prepararsi al meglio alla sessione di qualifiche successiva. Il più veloce è stato ancora una volta Antonelli, con un tempo di 1’12″720.
“Non c’è altro fine settimana di gara in cui la giornata di sabato eguagli per importanza quella del Gran Premio – il commento di Dario Marrafuschi, direttore Motorsport Pirelli – A Monaco, infatti, la posizione ottenuta nelle qualifiche determina spesso il risultato finale della domenica, poiché i sorpassi sono estremamente difficili. È evidente, quindi, che chi ha segnato i migliori tempi oggi partirà già in vantaggio, indipendentemente dalle strategie studiate dai rispettivi team. Il basso degrado degli pneumatici, che si registra tradizionalmente sulle strade del Principato, consente alle scuderie di effettuare una sola sosta domani per assolvere all’obbligo di utilizzo di due mescole. Le strategie possono essere costruite utilizzando tutte le gomme a disposizione, con combinazioni molto ravvicinate tra loro in termini di velocità. Un paio di opzioni potrebbero prevedere lo stint finale con la Hard e una partenza con Soft o Medium, con cambio rispettivamente tra i giri 29 e 35 oppure tra i 33 e i 39. Riteniamo però che le scuderie possano sfruttare efficacemente la maggiore aderenza delle due mescole più morbide. L’utilizzo esteso della C5 a Montreal e anche oggi dovrebbe aver fornito loro i dati necessari per poterla integrare proficuamente anche nella gara di Monaco. Sfruttando il grip iniziale della Soft, potrebbero poi passare alla Medium tra il giro 31 e il 37″.
“È da tenere a mente che le varianti sono molteplici e, soprattutto, che le finestre di cambio possono essere influenzate anche in modo significativo da bandiere rosse e neutralizzazioni – ha aggiunto Marrafuschi – Basti ricordare quanto accaduto due anni fa, quando una collisione al primo giro portò tutti immediatamente ai box per effettuare l’unico pit stop della giornata per la maggioranza dei piloti”.
La sprint race di Formula 2 è stata vinta da Noel Leon. Il pilota messicano è riuscito a tagliare il traguardo davanti a Roman Bilinski, secondo classificato, mentre Gabriele Minì ha concluso al terzo posto. I primi tre hanno tutti utilizzato pneumatici Soft. In F3 Hiyu Yamakoshi (Van Amersfoort Racing) è riuscito a convertire la prima posizione in griglia nella Sprint in una vittoria. Si tratta della prima affermazione in carriera per il pilota giapponese che è riuscito a tenere alle sue spalle Lucas Oil e Bruno del Pino sulle strade di Monaco.
– Foto ufficio stampa Pirelli –
(ITALPRESS).





























