ROMA (ITALPRESS) – Il cantiere della ricostruzione post sisma 2016 si conferma oggi, nel cuore delle istituzioni, come un vero e proprio laboratorio nazionale di innovazione, capace di trasformare una delle più grandi sfide del Paese in un modello avanzato di legalità, sicurezza e collaborazione tra istituzioni.
È questo il messaggio emerso con forza durante la presentazione del badge digitale e del settimanale di cantiere digitale, svoltasi alla Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, alla presenza del Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, e del Commissario Straordinario di Governo per il Sisma 2016, Guido Castelli.
Nei prossimi giorni il badge digitale, destinato ai lavoratori impegnati nelle migliaia di cantieri della ricostruzione post sisma 2016 del Centro Italia, diventerà obbligatorio. La misura, destinata a essere estesa a livello nazionale, sarà prima sperimentata in questi territori, anche grazie alla vigilanza operata dalla Struttura per la prevenzione antimafia del Viminale, guidata dal Prefetto Canaparo.
Nell’ultimo triennio, infatti, i gruppi interforze antimafia delle Prefetture, coordinati dalla Struttura antimafia, hanno eseguito 105 accessi ai cantieri e hanno monitorato 270 operatori economi presenti nei cantieri della ricostruzione.
All’evento hanno inoltre preso parte il Questore della Camera Paolo Trancassini e il Presidente dell’ANAC, Giuseppe Busia. Al termine della conferenza stampa si poi è tenuta la sessione dedicata a “Sicurezza, legalità e qualificazione nei cantieri della ricostruzione” che ha visto la partecipazione di Marcello Fiori, Direttore generale INAIL; Federica Brancaccio, Presidente ANCE; Dario Firsech, Presidente CNCE; Ottavio De Luca, Segretario Generale FILCA-CISL Nazionale; Francesco Sannino, Segretario Nazionale Feneal Uil; Antonio Di Franco, Segretario generale della Fillea-Cgil, Riccardo Roccati, Presidente Nazionale CNA Costruzioni e Stefano Crestini, Presidente ANAEPA Confartigianato e Franco Sforza di Confapi Aniem.
‘L’iniziativa rappresenta il punto di arrivo di un percorso condiviso che ha visto una straordinaria collaborazione istituzionale tra Governo, Struttura commissariale, le Regioni, le Casse edili e il sistema bilaterale delle parti sociali, organizzazioni datoriali e sindacali, dimostrando come il dialogo e la responsabilità comune possano tradursi in strumenti concreti ed efficaci’, si legge in una nota.
Il cratere del sisma 2016, il cantiere più esteso d’Europa, si afferma così non solo come il luogo della più grande ricostruzione in corso, ma anche come uno spazio di sperimentazione dove si costruiscono soluzioni innovative, precursori e casi studio reali, nel quale si valorizza la capacità delle istituzioni di fare sistema, anticipando modelli normativi e operativi destinati a consolidarsi a livello nazionale. In questo contesto, l’introduzione del badge digitale segna un cambio di passo decisivo, dal momento che consente di monitorare in modo trasparente le presenze nei cantieri, rafforza la tutela dei lavoratori e contribuisce a prevenire fenomeni di irregolarità e possibili infiltrazioni criminali, in una fase in cui la dimensione economica della ricostruzione richiede il massimo livello di attenzione.
La ricostruzione dei territori dell’Appennino centrale, il cui cratere ha una superficie di circa 8 mila chilometri quadrati, prevede complessivamente lavori per 28 miliardi di euro e, in questo momento, grazie al cambio di passo impresso, sono in corso quasi 10 mila cantieri di ricostruzione privata (oltre 14.500 quelli già conclusi). Sono stati concessi oltre 12,6 miliardi di euro, liquidati oltre 7,9 miliardi (di cui il 66% dei quali negli ultimi tre anni). Grazie alle ultime ordinanze che hanno fatto chiarezza sul post-superbonus, dando stabilità e strumenti utili per procedere con rigore e speditezza, ora ci si aspetta un’ulteriore accelerazione della ricostruzione, anche relativamente alle località più colpite. La ricostruzione pubblica conta ulteriori 3.730 interventi finanziati e sbloccati per oltre l’80% nel 2023. Il 61% di questi (oltre 2.300 cantieri) sono giunti alla fase di progettazione per cui, già nel 2026, potrebbero avviare i lavori venendo così coinvolti nell’applicazione del badge e settimanale di cantiere.
Il sistema digitale, integrato nella piattaforma GE.DI.SI., consente una gestione moderna e interoperabile delle informazioni di cantiere, offrendo agli organi di controllo strumenti tempestivi e affidabili e alle imprese un modello organizzativo più semplice e trasparente.
Particolarmente significativo è stato il contributo delle parti sociali, che hanno accompagnato la costruzione di questo strumento fin dalle sue prime fasi, confermando il ruolo fondamentale del confronto e della partecipazione nella gestione di processi complessi come la ricostruzione.
Con il Decreto commissariale n. 332 del 13/04/2026, relativo all’approvazione della documentazione del badge di cantiere, è stato dato il via libera ai processi e, quindi, alla possibilità di ricevere il badge e usare gli applicativi. Inoltre, verrà avviata una fase di monitoraggio e di analisi dei processi di applicazione e utilizzo del badge di cantiere, finalizzata alla sua progressiva ottimizzazione e semplificazione.
Nel corso del suo intervento, il Ministro dell’interno Matteo Piantedosi ha espresso apprezzamento per l’introduzione del badge di cantiere, sottolineando il valore del lavoro condiviso tra istituzioni, parti sociali e organismi di controllo per rafforzare legalità, sicurezza e trasparenza nella ricostruzione post-sisma.
“L’introduzione del badge di cantiere è una iniziativa che rafforza ulteriormente l’impegno comune su temi che riguardano il futuro delle comunità coinvolte. Una scelta chiara che pone i temi della sicurezza sul lavoro, della tutela dei diritti dei lavoratori e del contrasto ad ogni forma di illegalità al centro della rinascita di questi territori così dolorosamente colpiti. Una misura che tutela anche la qualità e i tempi di realizzazione delle opere, insieme agli ingenti investimenti pubblici – ha dichiarato il titolare del Viminale -. Il modello sviluppato dalla Struttura per la prevenzione antimafia del Viminale nel Cratere del Centro Italia rafforza l’attività di prevenzione contro i tentativi di infiltrazione mafiosa, avvalendosi di strumenti tecnologici che consentono controlli più efficaci, dinamici e tempestivi. Un modello che è stato utilizzato anche nella realizzazione delle opere per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 e che può oggi essere replicato nella gestione di altri grandi eventi e interventi di ricostruzione sul territorio nazionale. L’aumento dei provvedimenti interdittivi adottati e degli accessi ai cantieri dimostra che il sistema di vigilanza funziona, a tutela dell’economia sana, della sicurezza dei lavoratori e della credibilità delle istituzioni”.
Il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Marina Calderone ha sottolineato che “il rispetto della legalità è la prima tutela del lavoro. Il badge di cantiere è una misura operativa dentro questa visione. La sua introduzione segna la direzione chiara che intendiamo perseguire, coinvolgendo direttamente le parti sociali che più da vicino conoscono le realtà nelle quali lo strumento andrà ad operare. L’obiettivo è costruire un sistema replicabile, che utilizzi la tecnologia per migliorare la trasparenza, i controlli, le tutele. Un modello che parte dall’area del Cratere Sisma 2016 e dal settore edile e che, una volta verificato, potrà essere esteso con criteri chiari e condivisi. Questo è il modo in cui intendiamo la sicurezza nei luoghi di lavoro: un sistema che si costruisce insieme, integrando misure concrete e coerenti”.
Per il Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli, “questo giorno segna un significativo salto di qualità. La ricostruzione del sisma 2016 non è soltanto un’opera di ripristino materiale, ma un processo che sta ridefinendo modalità e standard dell’azione pubblica. In questo senso, il badge di cantiere rappresenta uno dei tasselli più significativi di una strategia più ampia che punta a coniugare innovazione tecnologica, sicurezza e legalità. Si tratta di un risultato frutto di un percorso condiviso insieme al Ministro Marina Calderone e il Ministro Matteo Piantedosi, i Presidenti delle quattro regioni; buone pratiche rese operative con il Prefetto Canaparo e il Presidente Busia che ringrazio, e una costante collaborazione con le parti sociali tutte e la CNCE. Una governance multi livello, quella del Sisma 2016, che testimonia l’attenzione del Governo Meloni verso l’Appennino centrale e le sue comunità. Una sinergia che ha permesso di strutturare un modello concreto e replicabile, capace di dimostrare che anche nelle situazioni più complesse è possibile costruire amministrazione pubblica di qualità, fondata su trasparenza, responsabilità e collaborazione”.
Secondo il Questore della Camera Paolo Trancassini ‘la digitalizzazione dei processi non rappresenta soltanto un obiettivo tecnologico, ma una leva fondamentale per migliorare l’efficienza dell’azione pubblica e rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Il badge di cantiere si colloca pienamente in questa strategia: non come elemento isolato, ma come parte di un sistema che punta alla modernizzazione dei controlli, alla prevenzione delle irregolarità e alla semplificazione delle procedure, senza mai ridurre il livello di attenzione sui temi della legalità e della sicurezza. Quando un cittadino vede che il cantiere sotto casa è organizzato, controllato, trasparente, percepisce che le istituzioni sono al suo fianco. Quando un lavoratore sa di operare in un contesto regolato e sicuro, si rafforza il senso di dignità del lavoro’.
– foto ufficio stampa Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016 –
(ITALPRESS).









