ROMA (ITALPRESS) – Si è svolta stamattina l’audizione di Libera presso il II Comitato – Gestione dei beni sequestrati e confiscati, all’interno della Commissione Parlamentare Antimafia. I rappresentanti di Libera hanno presentato la Campagna “Con il 2% Diamo linfa al bene”: una cartolina da firmare per chiedere che il 2% del Fondo Unico Giustizia venga destinato agli investimenti strutturali necessari per promuovere il riutilizzo sociale di beni confiscati alle mafie.
Ad oggi Libera ha raccolto oltre 100mila cartoline firmate, un gesto concreto per fare uno scatto in più per diventare tempestivi ed efficaci nel prenderci in carico quei beni e renderli subito operativi. Trent’anni fa, con la legge 109/96, l’Italia ha scelto di restituire alla collettività ciò che le mafie avevano sottratto. Oggi, 1332 esperienze di riuso sociale raccontano un Paese che ha saputo reagire, trasformando luoghi criminali in presìdi di democrazia e inclusione. I beni confiscati alle mafie sono un’enorme ricchezza per il nostro Paese, portatori inoltre di un valore simbolico ed educativo unico. Recuperare questi beni e restituirli alle comunità significa dunque anzitutto valorizzare un patrimonio pubblico.
“Chi gestisce beni confiscati – commenta Tatiana Giannone, dell’ufficio di presidenza di Libera e responsabile beni confiscati– e chi se ne prende cura per conto dell’intera comunità, racconta quanto sia importante stanziare risorse adeguate non solo per la rifunzionalizzazione dei beni immobili, ma anche per supportare la fase di avvio delle attività e la continuità delle tante delle pratiche di riuso. Oggi il denaro sequestrato e confiscato costituisce il Fondo Unico di Giustizia (FUG) e viene diviso tra il Ministero dell’Interno, quello della Giustizia e il bilancio statale. Senza togliere spazio alle importanti iniziative già sostenute dal Fondo Unico Giustizia, se anche solo una piccola parte di queste risorse venisse messo a servizio della comunità che gestisce beni confiscati, in maniera continuativa e stabile, si potrebbero sostenere esperienze di inclusione e coesione in tutta Italia, facendo veramente cambiare volto ai patrimoni illeciti e rigenerando i territori della presenza mafiosa e corruttiva. E con questo spirito – conclude Giannone – durante l’audizione abbiamo chiesto la possibilità di avviare istruttoria per un iter parlamentare per rendere concreta la nostra proposta”.
– foto IPA Agency –
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