ROMA (ITALPRESS) – La portaerei statunitense USS Gerald R. Ford (CVN-78) ha superato la soglia dei 295 giorni di dispiegamento operativo continuativo, stabilendo il più lungo deployment registrato nel periodo successivo alla Guerra Fredda per una unità di prima linea della U.S. Navy.
Il dato, che eguaglia e supera il precedente primato detenuto dalla USS Abraham Lincoln (CVN-72) durante la fase iniziale della pandemia da COVID-19, si inserisce in una dinamica di progressiva estensione dei cicli operativi delle portaerei americane, ormai stabilmente oltre i sette mesi previsti dall’Optimized Fleet Response Plan.
Salpata il 24 giugno 2025 dalla base di Norfolk, la Ford ha attraversato una traiettoria operativa articolata, riflettendo l’elasticità della postura marittima statunitense: inizialmente impiegata nel teatro europeo, è stata successivamente ridislocata nei Caraibi nell’ambito del dispositivo navale connesso alla crisi venezuelana, per poi essere assegnata, a partire da febbraio, all’area di responsabilità del US Central Command, con operazioni nel Medio Oriente e nel Mar Rosso. Un incendio sviluppatosi a bordo ha temporaneamente imposto il rientro nel Mediterraneo orientale per interventi tecnici, senza tuttavia compromettere la continuità della missione.
Secondo le dichiarazioni rese dall’Ammiraglio James Kilby dinanzi alla Commissione Forze Armate del Senato, “l’estensione porterà complessivamente a un dispiegamento di circa undici mesi”, delineando una soglia temporale che avvicina le attuali operazioni ai livelli registrati durante il conflitto vietnamita, quando la USS Midway raggiunse i 332 giorni nel Golfo del Tonchino tra il 1972 e il 1973.
L’analisi dei dati evidenzia come, negli ultimi cicli, i gruppi portaerei basati sulla East Coast abbiano registrato una media prossima ai nove mesi di permanenza in teatro, impiegati in funzione di deterrenza avanzata contro la Federazione Russa dopo il 2022, nella protezione del traffico commerciale nel Mar Rosso a seguito degli attacchi degli Houthi e, più recentemente, nel contesto della crisi con l’Iran.
Tale continuità operativa, pur garantendo una presenza persistente, solleva criticità sul piano della sostenibilità logistica e manutentiva: il prolungamento del deployment incide infatti sulla programmazione degli interventi presso i cantieri di Norfolk, come segnalato da esponenti del Congresso statunitense in richieste formali indirizzate al Dipartimento della Marina.
-Foto IPA Agency-
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