CAGLIARI (ITALPRESS) – La Regione Sardegna ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale la legge nazionale sulle aree idonee per le fonti rinnovabili, ritenuta lesiva delle prerogative statutarie e del governo del territorio. “Abbiamo impugnato davanti alla Corte Costituzionale la legge nazionale sulle aree idonee per le rinnovabili”, afferma la presidente, sottolineando che si tratta di “una norma che scavalca le nostre competenze statutarie, ignora la copianificazione, preferisce automatismi e riduce la Regione a semplice esecutrice di decisioni prese altrove”.
“La Sardegna non è contro la transizione energetica”, prosegue la presidente, precisando che “siamo contro chi pretende di decidere come e dove farla al posto nostro, ignorando il paesaggio, il nostro ambiente, i siti archeologici e identitari di valore internazionale e le comunità di questa terra”.
La presidente Todde rivendica inoltre il percorso normativo già avviato sul tema. “Una legge regionale sulle aree idonee l’abbiamo già scritta”, evidenzia, aggiungendo che “i rilievi della Corte Costituzionale vanno accolti e lavoreremo per perfezionarla”. Si tratta, rimarca, di “una legge costruita sulla base delle nostre competenze e delle peculiarità della Sardegna, capace di tenere insieme sviluppo energetico e tutela del territorio”.
Nel ricorso vengono contestati anche ulteriori profili di criticità nei rapporti tra Stato e Regione. “Non accettiamo nemmeno che lo Stato trattenga beni pubblici dismessi che il nostro Statuto destina alla Sardegna“, dichiara Todde, denunciando anche che “contestiamo i poteri sostitutivi che il Governo si è attribuito, alterando l’equilibrio istituzionale e scavalcando nei fatti perfino il ruolo della Corte Costituzionale”.
Infine, la presidente segnala una contraddizione nelle politiche nazionali sull’energia. “C’è poi una contraddizione che non possiamo più ignorare”, osserva, spiegando che “il Governo da un lato apre le porte all’eolico offshore con il Piano dello spazio marittimo, dall’altro ammette che quella tecnologia presenta criticità rilevanti per costi e impatto”.
Per questo, conclude, “chiederemo formalmente la revoca di quel Piano”. “Difendiamo l’autonomia della Sardegna”, conclude la presidente Todde, ribadendo che “è l’unico modo per garantire che le scelte sul nostro futuro energetico siano serie e rispettose per tutti i sardi”.
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