24 anni fa l’assassinio di Marco Biagi, de Pascale “Emilia-Romagna rende omaggio a un grande giuslavorista”

BOLOGNA (ITALPRESS) – “A ventiquattro anni dal barbaro assassinio di Marco Biagi, l’Emilia-Romagna si ferma ancora una volta per rendere omaggio non solo a uno dei più grandi giuslavoristi italiani e a un servitore dello Stato, ma a un uomo che ha creduto profondamente nella forza riformatrice delle idee. Il suo ricordo ancora oggi incarna un’idea della politica del fare e del dialogo nella quale ci riconosciamo profondamente, un metodo di lavoro basato sull’analisi dei dati e sul confronto tra le parti sociali che portiamo avanti e che costituisce lo spirito con cui fu sottoscritto il Patto per il Lavoro e per il Clima. Un metodo che è antitetico alla polarizzazione politica e alla violenza del terrorismo cui la nostra regione ha pagato un prezzo pesantissimo e che tuttora deve farsi monito per tutti e tutte, per ribadire con forza: mai più”. Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, ricorda il professor Marco Biagi, nel ventiquattresimo anniversario dell’assassinio per mano di terroristi che si richiamavano alle Brigate Rosse, avvenuto a Bologna il 19 marzo 2002.

“Dobbiamo sottolineare l’importanza e il valore del metodo del dialogo che fu del professor Biagi- prosegue il presidente- quella capacità di sedersi attorno a un tavolo, istituzioni, sindacati e imprese, per trovare soluzioni concrete ai problemi del lavoro che cambia. Un metodo fortemente radicato nella nostra regione. La sua lezione sulla centralità della formazione e sulle tutele nel mercato del lavoro rimane a maggior ragione oggi fortemente attuale, mentre affrontiamo le sfide della transizione digitale ed ecologica verso un’economia che sia sostenibile dal punto di vista sociale, economico, ambientale. Il nostro impegno è quindi trasformare il suo ricordo in azioni concrete, insistendo sul confronto e l’ascolto come forma di buona politica al servizio delle cittadine e dei cittadini e censurando chi ancora oggi è tentato da rigurgiti di una violenza politica che non deve trovare spazio nelle nostre comunità. Un pensiero commosso, a nome mio personale, della Giunta e dell’intera comunità regionale, va alla sua famiglia, alla moglie, la signora Marina Orlandi, e ai figli Francesco e Lorenzo, che in questi anni ha saputo trasformare un dolore immenso in un esempio di dignità e impegno civile per tutte e tutti noi”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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