Shoah, Gualteri ad Auschwitz: “Abisso in cui l’umanità può arrivare, non smarriamo la memoria” / Foto e Video

AUSCHWITZ (POLONIA) (ITALPRESS) – Un tronco ferroviario che segnava il punto di arrivo dei treni che trasportavano gli ebrei destinati a Birkenau; la Judenrampe, ovvero la rampa degli Ebrei. In questo luogo avveniva la selezione delle persone abili ai lavori forzati e di quelle destinate fin da subito allo sterminio. Qui avveniva la separazione delle famiglie. Parte da questo luogo la seconda giornata del Viaggio della Memoria, organizzato dalla Città metropolitana di Roma in collaborazione con la Comunità ebraica della Capitale, dove 132 studenti romani hanno ripercorso i luoghi della deportazione nazista.

Quanto è accaduto ad Auschwitz ha “un nome e cognome: il nome principale naturalmente è nazismo, ma anche la codardia, la partecipazione e la complicità del fascismo che ha deciso di stare dalla parte dell’antisemitismo, ha varato le leggi razziali, ha deciso di entrare in guerra a fianco del Reich, che ha cooperato attivamente per lo sterminio dei propri cittadini di religione ebraica e di altre minoranze”. Lo ha affermato il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, parlando agli studenti.

Il nazifascismo è “una pagina buia e unica della storia dell’umanità. Quello che di buono l’umanità ha costruito nel dopoguerra: la pace, la democrazia, la Costituzione nasce proprio nell’opposizione a quello che il nazifascismo ha rappresentato. La nostra capacità di progredire come Paese è nata proprio nella sconfitta di quella barbarie, nel guardarla in faccia e nel prendere una strada diversa – ha aggiunto -. La salute della nostra democrazia dipende dal non smarrire la memoria, dal ricordo e nell’onorare i testimoni e le loro famiglie”.

Il primo cittadino, dopo un momento commemorativo accanto al vagone, ha deposto una corona e una pietra, come nella tradizione ebraica. “Questo è un luogo importantissimo della storia della Shoah che ci aiuta a riflettere sugli abissi a cui l’umanità può arrivare, la natura criminale dell’ideologia nazifascista e la necessità di non smarrire mai la memoria, il ricordo, di onorare le vittime, ma di considerare anche la memoria, la Shoah, l’Olocausto, parte integrante della nostra cultura civica, democratica – ha osservato Gualtieri -. Perché è in opposizione a quei valori brutali di morte e distruzione che la nostra democrazia si è riedificata nella sconfitta del nazifascismo. E’ importantissimo quindi essere qui con la comunità ebraica di Roma e con gli studenti e con tanti altri rappresentanti. Il sistema concentrazionaruo di Auschwitz lo è particolarmente per gli ebrei italiani, qui sono arrivati anche gli ebrei romani del 16 ottobre: per la nostra città questo è un luogo particolarmente importante, di memoria, di dolore, di guardare negli occhi questa tragedia che ha una sua unicità nella storia dell’umanità. Perché è uno sterminio sistematico – ha proseguito -, un genocidio di milioni di ebrei e di altre minoranze, realizzato con cinica e brutale inumanità e inumana efficienza da parte del nazismo, che applica tutta la propria capacità amministrativa, burocratica e mostra la sua disumanità nella uccisione di massa di centinaia di migliaia di persone. Giovani, donne, bambini, anziani: tutti venivano sterminati, uccisi con un sistema sperimentato contro i disabili e poi attuato a livelli di massa senza nessun scrupolo morale”. Dopo aver percorso la Judenrampe, un tronco ferroviario situato a circa 1 km a sud della stazione ferroviaria di Oswiecim, tra il campo di Auschwitz | – Stammlager e quello di Auschwitz II – Birkenau; la delegazione, insieme allo storico Marcello Pezzetti, ha visitato il Campo di concentramento di Birkenau e il sindaco ha deposto una corona di fiori davanti al Krematorium 5. Nel pomeriggio la visitata si è spostata nel Campo di concentramento di Auschwitz e ha visto un altro momento commemorativo presso il “Muro della Morte”.

Non lontano da questo luogo ci sarà un padiglione italiano dedicato agli ebrei italiani deportati, secondo lo storico Marcello Pezzetti, non l’allestimento avverrà non prima di 2-3 anni. “Purtroppo più gli anni passano, i testimoni sono sempre di meno e hanno anche meno forza per venire qui – ha ricordato il sindaco Gualtieri -. Mando un pensiero affettuoso a Sami Modiano che ha svolto questo importantissimo impegno di tramandare la memoria; il suo è un racconto vivido dei luoghi che ancora ricorda e, dove le atrocità sono avvenute, lui le ha vissute. Per questo con gli anni che passano è ancora più importante impegnarsi affinché non si dimentichi, si mantenga la memoria dell’orrore della Shoah, dei crimini nazisti e dell’abisso in cui anche l’Italia è stata portata dal fascismo. C’è la necessità di dire un no fortissimo a tutte le forme di antisemitismo, razzismo, fanatismo e violenza. Bisogna sempre tenere alta la guardia”, ha concluso.

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-Foto xb1/Italpress-
(ITALPRESS).

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