Le autorità maltesi monitorano la petroliera alla deriva nelle acque tra Malta e Lampedusa

LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – Le autorità maltesi e italiane stanno monitorando da vicino la petroliera Arctic Metagaz mentre deriva nelle acque tra Malta e Lampedusa. La nave si trova attualmente a circa 35 miglia nautiche a ovest di Malta, mentre le autorità stanno valutando piani di emergenza nel caso in cui l’imbarcazione entri nelle acque territoriali. Secondo fonti ufficiali, la situazione è costantemente sotto osservazione mentre proseguono le discussioni sulle possibili misure da adottare qualora la petroliera si avvicini alla costa maltese.

Transport Malta ha emesso un avviso ai naviganti invitando tutte le imbarcazioni a mantenere una distanza minima di cinque miglia nautiche dalla nave in ogni momento. L’autorità ha dichiarato che la petroliera è classificata come “Not Under Command”, sebbene non stia mostrando i segnali NUC richiesti né di giorno né di notte.

Ai marittimi che navigano nella zona è stato inoltre chiesto di mantenere un’attenzione particolare, mentre la navigazione nelle immediate vicinanze della nave è stata severamente proibita.

La sorveglianza della petroliera non è limitata a Malta. Un aereo della Guardia Costiera italiana è stato visto sorvolare e monitorare l’imbarcazione mercoledì pomeriggio. L’Arctic Metagaz è stata danneggiata la scorsa settimana a seguito di un’esplosione avvenuta nei pressi del limite della zona di ricerca e soccorso di Malta, vicino alle acque libiche.

Secondo quanto riferito, al momento dell’incidente la nave trasportava gas naturale liquefatto.

 La Russia ha accusato l’Ucraina di aver condotto un attacco contro la petroliera, ma finora nessun Paese ha rivendicato la responsabilità. L’Arctic Metagaz è stata sanzionata come parte della cosiddetta “flotta ombra” russa, una flotta di navi che operano al di fuori delle restrizioni occidentali.

Si ritiene che questa rete utilizzi strutture complesse di proprietà e assicurazione al di fuori della giurisdizione dell’Unione Europea e dei Paesi del G7. Queste navi sarebbero state utilizzate per continuare a commerciare petrolio russo e prodotti energetici con Stati che non hanno aderito alle sanzioni imposte dopo l’invasione russa dell’Ucraina.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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