ROMA (ITALPRESS) – “Fino ad adesso è stato l’Iran ad attaccare un Paese europeo (Cipro, ndr), noi abbiamo sempre detto che l’Italia non è in guerra con nessuno, abbiamo deciso di coordinare le azioni di difesa, insieme come europei, qualora ci fosse un attacco. Noi ci muoviamo in sinergia con l’Ue, come stiamo facendo anche sulla missione Unifil”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani nel corso di un punto stampa alla Farnesina, rispondendo a una domanda su quanto dichiarato dalle autorità iraniane su possibili ritorsioni sull’Europa in caso di un coinvolgimento di Paesi Ue nel conflitto.
“A livello europeo stiamo lavorando sulla situazione in Libano, a tutela della missione Unifil – ha spiegato Tajani – Condanniamo l’attacco di Hezbollah, e sosteniamo l’esercito libanese nel disarmo di Hezbollah. Lavoriamo a una de-escalation, sia da parte di Israele che di Hezbollah, a tutela della missione Unifil”.
“Oltre 20 mila connazionali sono stati rimpatriati. Abbiamo chiuso l’ambasciata in Iran e abbiamo spostato il personale a Baku per ragioni di sicurezza, non abbiamo interrotto le relazioni diplomatiche con l’Iran. Continueremo a lavorare perché prevalga sempre la diplomazia”, sottolinea Tajani, che spiega: “A livello europeo stiamo chiedendo a tutti una de-escalation, ma le decisioni di Stati Uniti, Israele e Iran non sembrano quelle di una chiusura in tempi brevi delle azioni militari. Trump parla di 5-6 settimane, e l’Iran non intende cedere. Noi lavoriamo per la pace, l’abbiamo detto a tutti, vediamo cosa accadrà”.
TAJANI A SKY NEWS ARABIA “SOLIDALI CON I PAESI DEL GOLFO, BASTA MISSILI E DRONI”
“Seguiamo con grande preoccupazione l’escalation nella regione del Golfo e comprendiamo pienamente l’apprensione dei Paesi dell’area, ai quali abbiamo espresso e continuiamo a esprimere la nostra solidarietà. Basta missili, basta droni!“. E’ uno dei passaggi dell’intervista del Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani a Sky News Arabia. Il Ministro ha ricordato che nell’area interessata dal conflitto vivono circa 100.000 cittadini italiani, molti dei quali negli Emirati Arabi Uniti, ringraziando le autorità emiratine per il sostegno assicurato alla comunità italiana e per la collaborazione nel garantire assistenza ai connazionali durante gli attacchi. Tajani ha ribadito la forte amicizia che lega l’Italia ai Paesi del Golfo e la disponibilità italiana a contribuire alla sicurezza della regione. “Abbiamo risposto prontamente alle richieste di alcuni Paesi del Golfo, compresi gli Emirati, di avere aiuto per la difesa dei cieli. Abbiamo informato il Parlamento della nostra intenzione di fornire assistenza anche attraverso strumenti militari, con l’obiettivo di proteggere i nostri partner e i cittadini e militari italiani che vivono e operano in quell’area”.
Nel corso dell’intervista, il titolare della Farnesina ha inoltre ribadito la posizione italiana a favore di una soluzione diplomatica della crisi: “Siamo sempre dalla parte della pace, del dialogo politico e delle soluzioni negoziali, non dell’uso delle armi” L’Italia si è sempre spesa a favore della via negoziale, vogliamo entrare presto in una nuova fase in cui tornino la diplomazia e la politica”. In merito alla strategia europea, il Ministro ha inoltre indicato che “l’Europa ha fermamente condannato gli attacchi. C’è un documento sottoscritto dai 27 e dai Paesi del Golfo, c’è quindi una posizione comune. L’Europa lavora per la pace, vuole che si raggiunga in Palestina l’obiettivo dei due popoli e due Stati, è contraria che Israele prenda parti della Cisgiordania ma l’Europa è contraria anche all’idea che l’Iran possa avere una bomba atomica”. Con riferimento a un possibile attacco all’Europa, Tajani ha inoltre affermato: “Mi auguro che questo non accada mai, sarebbe inaccettabile. Abbiamo fatto capire che Cipro non deve mai più essere attaccata, non è un caso che siano state inviate navi militari da mezza Europa”. “Non toccate l’Europa” ha espresso chiaramente Tajani. Il Ministro ha infine evidenziato come l’attuale crisi stia avendo ripercussioni sui mercati energetici e sulle prospettive di stabilità regionale.
“Le ripercussioni potrebbero esserci tra un mese, al momento ci sono solo speculazioni internazionali per far aumentare il prezzo del gas e del petrolio” ha commentato il Ministro. “Il tema energetico è fondamentale. Bisogna lavorare perché la crisi energetica non ci sia, affinché Hormuz venga riaperto e i Paesi esportatori di petrolio possano continuare a farlo”. Tajani ha espresso l’auspicio che il conflitto possa concludersi rapidamente e che si torni quanto prima a un percorso di dialogo e negoziato. “Vogliamo la pace e la stabilità” ha reiterato su Sky News Arabya, concludendo con un messaggio chiaro all’Iran: “Basta missili, basta droni”.
SCESI A 7.374 I TURISTI ITALIANI NEI PAESI DEL GOLFO
Sono scesi a 7.374 i turisti italiani ancora nei Paesi del Golfo, rispetto agli 8.200 dell’ultimo aggiornamento di ieri. Lo riferisce la Farnesina, spiegando che sono oltre 17.000 i contatti gestiti dalla Task Force Golfo dall’inizio della crisi. Il paese del Golfo con la maggiore presenza di connazionali sono gli Emirati Arabi Uniti, con 29.359 connazionali totali (21.090 AIRE) e 5.295 turisti stimati. Seguono Qatar, con 4.219 connazionali (2.812 AIRE) e 803 turisti; Oman, 1.594 connazionali (339 AIRE) e 1.173 turisti stimati; Bahrein, 977 connazionali (652 AIRE) e 103 turisti. Allargando lo sguardo all’intero Medio Oriente, la Farnesina segnala in Israele 20.853 italiani registrati, di cui 19.671 iscritti all’AIRE. Seguono Egitto, 13.657 connazionali (7.260 AIRE); Turchia, 8.182 connazionali (5.999 AIRE); Arabia Saudita, 4.217 connazionali (2.778 AIRE); Libano, 3.958 connazionali (2.982 AIRE); Territori Palestinesi, 3.662 connazionali (3.514 AIRE); Giordania, 2.170 connazionali (1.617 AIRE); Kuwait, 1.182 connazionali (808 AIRE); Iraq: 588 connazionali (145 AIRE), Iran, 416 connazionali (400 AIRE); Siria, 416 connazionali (360 AIRE).

– foto copertina IPA Agency –
– infografica Farnesina –
(ITALPRESS).









