Klaebo e Von Allmen fra le stelle, delusione Malinin, Olanda regina del ghiaccio

Mandatory Credit: Photo by MAXIM THORE/BILDBYRÅN/Shutterstock (16690934e) Johannes Høsflot Klæbo of Norway poses for a portrait with his six Olympic gold medals after winning all cross-country skiing disciplines during day 15 of the 2026 Winter Olympics, on February 21, 2026, in Val di Fiemme. 2026 Winter Olympics, Day 15, Cross-Country Skiing, Johannes Høsflot Klæbo, Val Di Fiemme, Italy - 21 Feb 2026

di Giorgio La Bruzzo

MILANO (ITALPRESS) – Imprese, cadute, confessioni. A Milano-Cortina non è mancato nulla. Il Signore degli Anelli si chiama però indiscutibilmente Johannes Hoesflot Klaebo: sei gare disputate, sei ori, record per i Giochi Invernali (solo Phelps con 8 e Spitz con 7 hanno fatto meglio in assoluto). In tutto fanno 11 in carriera, con 13 medaglie complessive. Marit Bjoergen (15) e Arianna Fontana (14) gli sono davanti per podi ma il norvegese in Francia nel 2030 avrà 33 anni, quanto basta per puntare a nuovi record.

Quella di Milano-Cortina è stata sicuramente l’Olimpiade di Franjo Von Allmen, capace di vincere tre ori in cinque giorni fra discesa, super-G e combinata: in passato solo altri due sciatori (l’austriaco Toni Sailer a Cortina 1956 e il francese Jean-Claude Killy a Grenoble 1968) erano riusciti a fare altrettanto. Nel complesso la Svizzera fa 4 su 5, con l’unica eccezione del gigante (prima storica medaglia per il Brasile grazie a Lucas Pinheiro Braathen), ma l’uomo più atteso, Marco Odermatt che sta dominando in Coppa del Mondo, torna sì a casa con tre medaglie ma nessuna del metallo più prezioso.

Mikaela Shiffrin, dal canto suo, dopo essere rimasta a mani vuote a Pechino torna a vincere una medaglia ed è quella d’oro nello slalom, a 12 anni da Sochi. Nel team Usa protagonista anche Breezy Johnson, che non ha ancora vinto una gara nel circuito ma nel giro di un anno si è portata a casa un oro mondiale e uno olimpico in discesa e, se non fosse stato proprio per una Shiffrin disastrosa nella manche fra i pali stretti, avrebbe fatto la stessa accoppiata anche in combinata. Un’edizione da ricordare comunque per la Johnson, che dopo la caduta in super-G ha pure ricevuto la proposta di matrimonio dal fidanzato Connor Watkins. Doveva essere anche l’Olimpiade di Lindsey Vonn ma è durata solo 12 secondi: già gravata dalla lesione del crociato anteriore, cade in discesa, si rompe la gamba e affronta ben 4 interventi all’ospedale Ca’Foncello di Treviso prima di tornare a casa.

Restando in casa Usa, Ilia Malinin era dato come oro certo nel singolo di figura ma è finito schiacciato dalla pressione, finendo addirittura fuori dal podio. La crisi di Malinin ha permesso così a Mikhail Shaidorov di conquistare un titolo insperato, prima medaglia di sempre nella figura per il Kazakistan ai Giochi. Di contro, al femminile, Alysia Liu – che dopo Pechino a soli 16 anni aveva deciso il ritiro – nel giro di un anno ha centrato l’accoppiata Mondiali-Olimpiadi.

A proposito di prime volte, la Gran Bretagna non aveva mai vinto l’oro nello skeleton: a Milano-Cortina c’è riuscita due volte con Matt Weston protagonista prima nel singolo e poi nella mista. È stata anche l’Olimpiade delle rivincite, come quella di Julia Taubitz, che si prende l’oro dopo che quattro anni fa si ribaltò nella seconda manche dello slittino gettando al vento la medaglia. Jens Oftebro ha dominato la combinata nordica (tre ori su tre fra prove individuali e a squadre) mentre il connazionale Sturla Laegreid ha chiuso i Giochi con tre argenti e due bronzi nel biathlon ma di lui si ricorderà la confessione pubblica di tradimento nei confronti della fidanzata. Restando in tema biathlon, la Francia si è confermata una potenza: tre staffette (uomini, donne e mista) e tre vittorie.

Il ghiaccio, invece, è stato terreno di conquista per l’Olanda, che ha vinto tutte le sue medaglie fra short track e pista lunga: Jutta Leerdam, Xandra Velzeboer e Jens Van’t Wout (due ori a testa per gli ultimi due) le stelle. Jordan Stolz si era invece presentato con l’ambizione di eguagliare il mito Eric Heiden, cinque volte d’oro a Lake Placid: alla fine, però, se ne andrà con due ori e un argento, un bilancio positivo ma forse non sufficiente per il 21enne americano.

Stella assoluta quattro anni fa a Pechino (2 ori e un argento), Eilenn Gu si prende altre tre medaglie (un oro e due argenti) e diventa la più decorata di sempre nel freestyle anche se manca di nuovo il titolo nello slopestyle. Fra le menzioni speciali, una la merita Mikael Kingsbury, 33enne canadese, ai suoi ultimi Giochi e uscito dalla porta principale: oro nelle dual moguls e argento nelle moguls, quarta Olimpiade di fila a medaglia.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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