ROMA (ITALPRESS) – L’obiettivo della riorganizzazione delle Forze armate “è definire un modello di difesa coerente con le esigenze di sicurezza del Paese, ma soprattutto con l’evoluzione dello scenario internazionale. Il lavoro in corso si concentra in particolare sul rafforzamento delle capacità operative, sulla semplificazione delle procedure e sull’organizzazione del personale. Per quanto riguarda le tempistiche, il mio intendimento sarebbe quello di sottoporre il testo del disegno di legge all’esame del Consiglio dei Ministri entro il mese di marzo 2026, così da consentire il successivo avvio dell’esame parlamentare”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, al Question Time alla Camera, rispondendo a un’interrogazione sulla riorganizzazione delle Forze armate. “Le Forze armate sono state coinvolte a pieno titolo nel processo, affinché la proposta possa valorizzare pienamente la loro esperienza operativa. Ecco perché questa riforma, quando sarà discussa in Parlamento, non dovrà essere spiegata dal Ministro pro tempore alla Difesa, ma dagli uomini e le donne della Difesa, che conoscono i limiti attuali e le necessità reali”, ha aggiunto.
“Mi si chiede conto di ipotetiche regole di ingaggio che discenderebbero da un disegno di legge che non è ancora stato presentato e discusso in Parlamento, non è ancora approvato, quindi non è ancora legge. Quando ciò avverrà, ci sarà sicuramente spazio per discutere, approfondirlo, eventualmente modificarlo attraverso il confronto diretto di tutte le forze politiche, come il Governo ha sempre dimostrato di voler fare, nel rispetto delle prerogative del Parlamento”, ha invece detto Crosetto rispondendo a un’altra interrogazione sulle regole di ingaggio per le unità militari in relazione alla misura del blocco navale prevista nell’annunciato dl Sicurezza. “Dopo quell’approvazione, sulla base del contenuto che emergerà e che leggerò e al confronto parlamentare, potranno essere valutati e definiti eventuali profili operativi di competenza della Difesa – aggiunge –, ma oggi parlare di una cosa che ancora non esiste dal punto di vista legislativo è una cosa che non compete alla Difesa e che la Difesa non può fare”.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).









