ANTERSELVA (ITALPRESS) – Lisa Vittozzi epica ad Anterselva. La 31enne carabiniera di Pieve di Cadore mette in piedi un inseguimento perfetto e conquista la prima medaglia d’oro nella storia del biathlon italiano alle Olimpiadi. Dopo l’argento e il bronzo in staffetta mista, uno ai Giochi di Milano-Cortina e l’altro a Pyeongchang 2018, l’azzurra recupera i 40 secondi di ritardo accumulati nella sprint e, grazie a una prestazione eccezionale al tiro (20/20), taglia il traguardo davanti a tutti dopo 30’11″8. Battuta la norvegese Maren Kirkeeide, argento a 28″8, che commette due errori all’ultimo poligono e spiana la strada verso la storia a Vittozzi. Bronzo alla finlandese Suvi Minkkinen (+34″3) davanti alla leader della classifica generale Lou Jeanmonnot, quarta a 49″4. “Ho cercato di dare tutto fino alla fine, poi mi sono goduta il rettilineo finale. Ho scritto la storia di me stessa perché questo viaggio è stato difficile e sono morto orgogliosa di me. Dedico la medaglia a mio nonno”, le parole, in zona mista, di Vittozzi, che sapeva di avere la sua ultima grande occasione a Milano-Cortina.
“Non smetterò mai di credere nelle mie capacità e speravo fosse questa l’olimpiade giusta per vincere un oro, visto che nel 2030 sarò già troppo vecchia. Intanto cercherò di godermi ogni giorno senza pensare al futuro”. Pomeriggio positivo anche per le altre italiane: Dorothea Wierer, dopo il deludente 44esimo posto nella sprint, reagisce di carattere e, grazie al miglior tempo di giornata, termina nona a 1’30″3 con un solo errore al tiro: “Non ero sicura se partire oggi, ma ci ho provato lo stesso per i tifosi e la mia famiglia. Alla fine è andata meglio del previsto perché non sono ancora al massimo della condizione. Dopo questa gara mi sento più tranquilla”, sottolinea la 35enne di Brunico, orgogliosa dell’oro storico di Vittozzi: “Sono contenta per Lisa (Vittozzi ndr.) perché c’era un po’ di delusione in squadra, sia in campo maschile che femminile, nonostante l’argento in staffetta. Ora cercherò di essere pimpante per le mie ultime due gare della carriera, spero di godermele e di sentirmi ancora meglio”. 26esima Hanna Auchentaller e 36esima Michela Carrara, molto indietro a causa di ben sette errori al poligono.
Al maschile rimonta convincente di Tommaso Giacomel, che mette insieme una buona nona posizione dopo il deludente 22esimo posto della sprint. Il 25enne di Vipiteno chiude con 18/20 al tiro (due errori in piedi) e taglia il traguardo con un ritardo di 1’15″2 dalla medaglia d’oro dello svedese Martin Ponsiluoma. “Peccato che a terra lascio sempre per strada qualcosa però oggi è andata molto meglio. È la mia miglior gara su quattro poligoni da un po’ di tempo a questa parte, che non è una cosa positiva per un atleta del mio livello. Sono felice di come mi sono sentito fisicamente, la velocità c’era”, le dichiarazioni, in zona mista, di Giacomel, che punta forte sulla mass start di venerdì prossimo: “La mass start è la gara dove ho vinto di più e credo sia il format che mi piace di più anche se non credo sia il più adatto a me”. L’argento va al norvegese Sturla Holm Laegreid, a 20″6 da Ponsiluoma, e il bronzo al francese Emilien Jacquelin (+29″7). Ai piedi del podio il leader della classifica generale Eric Perrot (+39″5). Più indietro gli altri azzurro con Lukas Hofer 13esimo a 2’27″9 e Nicola Romanin 28esimo a 3’17″6.
“Penso di aver fatto una gara solida, solo che davanti non sbagliavano e non sono riuscito a recuperare. Ora testa alla staffetta, che è un format a cui teniamo molto”, afferma Hofer. “Dispiace per i tanti errori al poligono. Fisicamente mi sono sentito molto meglio, sicuramente meglio della sprint. Ho avuto un bel ritmo e sono solo calato solo negli ultimi 200 metri”, il commento di Romanin. Il biathlon tornerà protagonista con le staffette: martedì 17 alle 14.30 la maschile, mercoledì 18 alle 14.45 toccherà alle donne.
– foto IPA Agency –
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