VENEZIA (ITALPRESS) – “Da oltre vent’anni il Giorno del Ricordo riscatta dall’oblio la tragedia delle Foibe e il dramma dell’esodo Giuliano-Dalmata. Sono due ferite incancellabili che sentiamo anche nostre per la vicinanza geografica, la comune lingua veneta degli esuli, la condivisione di un secolare passato all’ombra del Leone di San Marco, la scelta del Veneto come nuova casa da parte di decine di migliaia di profughi. Il 10 febbraio è una di quelle date che durante l’anno affidano il rispetto della verità al valore della memoria come miglior strumento per conoscere ed evitare che la storia si ripeta nei suoi mali peggiori”. Questo il pensiero del presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, nella vigilia del Giorno del Ricordo, dedicato alla commemorazione dei Caduti delle Foibe e dell’Esodo da Venezia Giulia, Istria, Fiume e Dalmazia a conclusione del secondo conflitto mondiale.
“Anche a nome di tutti i Veneti – aggiunge Stefani – invio un pensiero alle vittime di tanta violenza in nome dell’odio etnico. Tutte sono rappresentate dalla vicenda tragica di Norma Cossetto, la ragazza istriana torturata e infoibata dai titini che nella nostra regione aveva lavorato al suo futuro, studiando all’Università di Padova come oggi ricorda la lapide nel cortile del Bo. Rinnovo, inoltre, la mia vicinanza ai superstiti dell’Esodo che hanno pagato una scelta di libertà con l’abbandono di città o paesi e dei propri beni, non trovando, però, sempre comprensione a causa dell’odio di parte. Sono i testimoni di una storia da ricordare non come atto politico ma come espressione di una coscienza comune che nega legittimità a violenza e sopraffazione, rifiutando tutti i sistemi che non consentono la libera e pacifica convivenza”.
“Nel clima olimpico di questi giorni, un pensiero va ad Abdon Pamic, novantaduenne esule fiumano, che abbiamo visto sfilare nei giorni scorsi a Vicenza come tedoforo – conclude Stefani -. Marciatore, medaglia d’oro a Londra nel 1948, incarna una pagina di storia dei Giochi che l’esodo non ha potuto impedire, come con l’istriano Nino Benvenuti sul massimo podio a Roma nel 1960 per il pugilato e presenza negli ambienti sportivi padovani, lo zaratino Ottavio Missoni, velocista olimpionico nel 1948 e gigante della moda che ha dimostrato sempre grande affetto per il Veneto, Agostino Straulino di Lussinpiccolo, oro nella vela a Helsinki, che a Venezia si era diplomato all’Istituto Nautico, e tanti altri azzurri”.
– Foto di repertorio IPA Agency –
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