ROMA (ITALPRESS) – “Sosteniamo l’Ucraina perché è un paese aggredito e ne riconosciamo il diritto all’autodifesa: continueremo a fare ciò che possiamo, tutto quello che abbiamo fatto fino a oggi è avvenuto nel pieno rispetto delle decisioni assunte da questo Parlamento”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel corso del question time a Montecitorio. “I decreti sugli aiuti militari e civili approvati in questa legislatura confermano la continuità di questo sostegno. La coerenza della nostra linea si garantisce mantenendo costante l’accordo con il Parlamento, assicurando la continuità degli impegni assunti e traducendo gli indirizzi politici in atti operativi realistici, sostenibili e verificabili: non esiste alcuna ambiguità, in quanto l’Italia non può promettere ciò che non ha né assume iniziative isolate, che indebolirebbero l’unità europea e atlantica”, ha aggiunto.
“In Europa ho sempre sostenuto la linea di coordinamento: la credibilità internazionale dell’Italia si rafforza quando le decisioni parlamentari e l’azione in sede europea procedono sulla stessa direzione. Invito a valutare con cautela statistiche e dati diffusi da alcune fonti online in merito agli aiuti forniti dalla difesa italiana all’Ucraina, in quanto si tratta di informazioni soggette a vincoli di riservatezza ed è ragionevole ritenere che tali rielaborazioni non trovano riscontro o contezza nei dati ufficiali, ma si basano solo su ricostruzioni mai verificate: il nostro sostegno all’Ucraina non è fatto di slogan o retorica, ma di atti concreti e responsabili”, ha concluso Crosetto.
“DEFINIREMO LA BOZZA DI DDL PER LA REVISIONE DELLA DIFESA”
“La sicurezza non è più una variabile accessoria, ma è necessaria per garantire libertà e democrazia: i principali Paesi europei stanno intervenendo sul fronte del fattore umano. La Francia ha avviato un rafforzamento strutturato delle proprie riserve militari e sembra voler portare le unità oltre quota 100mila entro il 2035, la Germania oggi dispone di 182mila militari e si è posta l’obiettivo di crescere fino a 260mila entro il 2035, la Polonia sembra aver scelto una strada ancora più netta in quanto oggi conta oltre 215mila militari professionisti con l’obiettivo dichiarato di superare le 500mila unità negli anni, affiancando alle forze armate un vasto programma di addestramento di civili e riservisti”, ha aggiunto Crosetto.
“In linea con quanto stanno facendo gli alleati il mio ministero, oltre allo studio sull’incremento degli organici, sta sviluppando il concetto di riserva volontaria: occorre una risorsa moderna, flessibile e composta da cittadini con competenze che vanno dalla cybersecurity all’intelligenza artificiale. Non si tratta di uno strumento finalizzato a sopperire alla temporanea indisponibilità di personale militare, ma di un ponte tra forze armate e società capace di rafforzare la cultura della sicurezza: a questa riserva è mio proposito affiancare anche contingenti di personale ausiliario, da reclutare ad esempio dall’Arma dei carabinieri. Lo sviluppo di questo modello è affidato a un comitato strategico che ho avviato lo scorso 16 gennaio, con la partecipazione di tutti i rappresentanti delle forze armate: il suo compito è definire una bozza del disegno di legge di revisione complessiva della difesa. Questa sarà al più presto inviata e illustrata al Parlamento non solo dal governo, ma dagli stessi rappresentanti delle forze armate. Voglio che sia chi opera sul campo a indicare a quest’aula le risposte di cui hanno bisogno per proteggere e difendere il Paese e le istituzioni”, ha concluso il ministro.
-Foto IPA Agency-
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