Allegri ha comunque diritto di cercare lo scudetto

Dite quel che vi pare, adesso tocca a Max Allegri sbattere la sua verità sul muso dei detrattori: ha voglia di scudetto e ha il diritto di cercarlo con il non ricco gioco che ha, il gioco che può. Alla Massimino: IO PUO’. Il pareggio romano lo lascia al secondo posto dietro all’Inter e lo incoraggia a insistere, anche se è riuscito solo a imporre per pochi minuti il vantaggio del suo Milan alla volonterosa Roma di Gasperini con la dura forza di Rabiot che ha costruito lo spirito vincente nel quale è maturato l’assist di Modric l’Eterno per il gol di De Winter al 62′. Che non è bastato, un rigore indiscutibile ha permesso a Pellegrini di pareggiare al 73′. Roma fortunata. Curiosità, alla prova ufficiale dei due bomberoni appena trovati: al 68′ entra Fùllkrug per Leào, al 69′ esce Malen, entra Vaz. E va bene per la Roma che di lì a poco trova il rigore che Pellegrini trasforma in pareggio, 1-1. La domenica è finita con un match più che discreti.
Ma il meglio l’avevamo già visto in una tre giorni emozionante. Nulla di gratuito e banale come spesso è accaduto.
Bombardamenti crudeli come l’Inter-Pisa del pazzo 6-2, Como-Torino 6-0 (povero caro Toro) e Atalanta- Parma 4-0 (con la firma anche di Giacomino Raspadori, bentornato a Casa Italia); imprese del Cagliari a Firenze (1-2, la crisi viola continua) e del
Genoa sullo sbadato Bologna 3-2 (De Rossi rimonta partita e classifica). Ma la festa grande l’ha fatta la Juventus e non solo con la drammatica punizione del Napoli – apparso un giocattolo rotto, un meccano smontato – ma con il gol del 2-0 realizzato da Yildiz, un capolavoro che riporta alla ribalta il Dieci, il sopravvissuto eroe di un’armata perduta. Kenan non è Sivori, non è Platini, non è Baggio nè Pogba, ma sì, ha la linguaccia di Del Piero e anche certe sue movenze, pur vantando – rispetto ad Alex – un’innata semplicità. Segna gol da manuale, Yildiz, e sta costruendo una storia di Bellezza cui manca solo la firma di Valentino che tradiva il suo Rosso soltanto col Bianconero.
Vale la pena ricordare il suo esordio in gol, un medaglione nella galleria dei Supercampioni, un gioiello per la Rinascente Signora. Era il 29 dicembre 2023: Kenan Yildiz diventò in Frosinone- Juve il marcatore straniero più giovane della storia della Juventus in Serie A (18 anni e 233 giorni). Era la sua prima partita da titolare esaltata con un gioiello assoluto: dribbling secco a liberarsi di tre avversari e poi destro potentissimo sul primo palo che non lasciò tempo di reazione a Turati. Quadro, cornice, in mostra insieme all’ultimo capolavoro.
Gioisce Spalletti, sadico demolitore del suo ultimo e importante successo. E si prende anche l’abbraccio di Conte, l’inventore dell’Intensità improvvisamente disarmato. Non dico altro, lascio a lui la spiegazione di un Napoli imbrocchito senza una valida spiegazione. Un Napoli come Lukaku: VORREI MA NON POSSO.

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