Agricoltura, nuovi fondi per il fotovoltaico
ROMA (ITALPRESS) - Nuove risorse per la transizione energetica dell’agricoltura italiana. Il Ministero dell’Agricoltura ha stanziato altri 789 milioni di euro per sostenere la realizzazione dei cosiddetti parchi agrisolari, impianti fotovoltaici da installare sui tetti e sulle strutture produttive delle aziende agricole e agroindustriali, senza consumo di nuovo suolo. Le risorse sono previste dal Decreto ministeriale del 17 dicembre 2025 e rientrano nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, nella missione dedicata alla transizione ecologica. L’obiettivo è duplice: ridurre i costi energetici per le imprese e accelerare la produzione di energia rinnovabile nel settore primario. I fondi saranno erogati sotto forma di contributi a fondo perduto per nuovi progetti, che verranno selezionati attraverso bandi pubblici emanati dal Ministero e gestiti dal GSE, il Gestore dei Servizi Energetici. I lavori dovranno essere conclusi entro 18 mesi dalla concessione del finanziamento. Una quota importante delle risorse, almeno il 40%, sarà destinata alle regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Nella selezione dei progetti avranno inoltre priorità le aziende che non hanno già beneficiato di precedenti finanziamenti del Parco Agrisolare e quelle iscritte alla Rete agricola di qualità. Nel dettaglio, 473 milioni di euro sono riservati alle imprese agricole impegnate nella produzione primaria, con l’obbligo che l’energia prodotta sia destinata principalmente all’autoconsumo, individuale o condiviso. Altri 140 milioni vanno alle aziende agricole senza il vincolo dell’autoconsumo, mentre 150 milioni sono destinati alle imprese che trasformano prodotti agricoli. Una quota più contenuta, 10 milioni di euro, è infine riservata alla trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli.
Il decreto chiarisce anche le regole sulla cumulabilità degli aiuti, nel rispetto delle norme europee: i contributi possono essere affiancati ad altre misure pubbliche, purché non finanzino gli stessi costi e non superino l’intensità massima di aiuto consentita. Un intervento che punta a rendere l’agricoltura italiana più sostenibile, autonoma e competitiva, trasformando le aziende in produttori di energia pulita oltre che di cibo.
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