Commemorazione a Genova per l’82° anniversario dell’eccidio al Forte San Martino

GENOVA (ITALPRESS) – Si è svolta questa mattina a Genova la cerimonia di commemorazione dell’eccidio al Forte San Martino, dove il 14 gennaio del 1944 persero la vita per mano nazista otto concittadini genovesi. Dopo la deposizione delle corone di alloro ai piedi della lapide in memoria dei martiri, in via Piero Gobetti, il corteo si è spostato a Forte San Martino. La cerimonia è stata curata dal Comitato Permanente della Resistenza della Provincia di Genova e l’orazione commemorativa è stata tenuta da Massimo Bisca, presidente ANPI Genova. In rappresentanza del Comune di Genova l’assessore alla Mobilità sostenibile Emilio Robotti e il consigliere comunale Edoardo Marangoni. “Oggi siamo qui a ricordare il coraggio di otto uomini che hanno pagato con la vita, da innocenti, la feroce rappresaglia degli occupanti nazi-fascisti – ha detto l’assessore Robotti – a ricordarli, ma a fare soprattutto esercizio di memoria. Per le istituzioni e per chi le rappresenta, la memoria deve essere impegno quotidiano a difesa della democrazia, dei diritti e della partecipazione. Esercitare la memoria di quello che è accaduto allora, non è un rito, né un esercizio sterile. È chiedersi se saremmo stati capaci di compiere quelle scelte, quei gesti, quei sacrifici, che hanno assicurato a noi oggi la libertà che abbiamo, sconfiggendo i nazifascisti. Perché compiere quegli atti, era e rimarrà sempre un dovere civile: i valori democratici e la pace si conquistano e si mantengono attraverso le nostre scelte individuali e collettive, sempre. Viva la Resistenza”.

Era la mattina del 14 gennaio del 1944, infatti, quando il professore Dino Bellucci (32 anni), il tipografo Giovanni Bertora (31 anni), lo straccivendolo Giovanni Giacalone (53 anni) il tranviere Romeo Guglielmetti (34 anni), il giornalaio Amedeo Lattanzi (54 anni), il saldatore elettrico Luigi Marsano (27 anni), l’oste Guido Mirolli (53 anni) e l’operaio Giovanni Veronelli (57 anni) vennero condotti al Forte San Martino e fucilati da ufficiali nazisti e della Guardia Nazionale Repubblicana (GNR) per rappresaglia a un attentato compiuto la sera precedente da una squadra dei GAP – Gruppi di Azione Patriottica – contro due ufficiali tedeschi, uno dei quali perse la vita. Gli otto concittadini genovesi, estranei ai fatti perché già arrestati in precedenza con l’accusa di essere cospiratori, erano stati prelevati nottetempo dal carcere di Marassi e sottoposti a processo sommario dal tribunale militare. A opporsi alla loro fucilazione, invano, fu il tenente dei Carabinieri Giuseppe Avezzano Comes che, insieme al suo plotone composto da venti uomini, si rifiutò di eseguire la sentenza. Successivamente, Avezzano Comes riuscì a distruggere la nota di servizio con i nomi dei Carabinieri presenti con lui al Forte evitando loro ulteriori rappresaglie da parte delle SS e della GNR.

Il capogruppo del Partito Democratico in Regione Liguria, Armando Sanna, ha partecipato, in rappresentanza della Regione Liguria, alla commemorazione dell’82° anniversario dell’Eccidio del Forte di San Martino. “Ricordare l’eccidio del 14 gennaio 1944 – dichiara Sanna – significa rendere omaggio a otto persone che pagarono con la vita la loro scelta di libertà, dignità e giustizia: Dino Bellucci, Giovanni Bertora, Giovanni Giacalone, Romeo Guglielmetti, Amedeo Lattanzi, Luigi Marsano, Guido Mirolli e Giovanni Veronelli. Uomini uniti dal rifiuto della violenza fascista e nazista e dall’amore per la democrazia. Accanto a loro va ricordato anche il coraggio del tenente dei Carabinieri Giuseppe Avezzano Comes e del plotone ai suoi ordini, che si rifiutarono di eseguire un ordine illegittimo: una scelta che afferma il valore più alto dello Stato di diritto e della coscienza democratica”. “La memoria della Resistenza non è un esercizio rituale, ma un impegno quotidiano. L’antifascismo è il fondamento della nostra Costituzione: un valore da difendere e trasmettere alle nuove generazioni contro ogni forma di odio e autoritarismo. Come istituzioni – conclude Sanna – abbiamo il dovere di custodire questa memoria e di tradurla in politiche che promuovano libertà, uguaglianza, solidarietà e rispetto dei diritti umani. È anche così che onoriamo chi ha sacrificato la propria vita per vivere in una società democratica”.

– foto ufficio stampa Comune di Genova –

(ITALPRESS).

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