ROMA (ITALPRESS) – “Occorre sviluppare una politica europea che consenta al nostro continente di competere appieno nella nuova dimensione spaziale, nella quale l’Italia peraltro sta sempre più ricoprendo un ruolo centrale, dalle missioni lunari all’osservazione della Terra, dai lanciatori ai satelliti”. Lo afferma in un’intervista al quotidiano MF il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.
“Se vogliamo che l’Europa diventi una vera potenza spaziale del XXI secolo, tale ambizione deve tradursi in capacità concrete, autonome e competitive – spiega Urso -. Ciò significa una base industriale più forte, in grado di competere a livello globale. Ci auguriamo che la Commissione condivida la necessità di sostenere il processo di creazione di attori industriali europei dotati delle dimensioni, delle capacità tecnologiche e della competitività richieste dal mercato globale. Intanto noi abbiamo sostenuto gli amici francesi. Mi sono incontrato sette volte in pochi mesi con il ministro Baptiste, l’ultima al Centro spaziale del Fucino, e il confronto è stato costante. Siamo pronti a contribuire, sia come istituzioni sia come ecosistema imprenditoriale”.
“L’Italia ha dimostrato fin dagli esordi dell’avventura spaziale di avere le capacità di accesso allo Spazio e nel 1964 ha lanciato, primo attore europeo, un suo satellite artificiale in orbita. Da allora abbiamo rafforzato questa capacità, sia in ambito nazionale che nel contesto europeo – sottolinea il ministro -. Oggi la nostra Avio fornisce i vettori della famiglia Vega, sotto la bandiera dell’Esa, e contribuisce in modo sostanziale anche al vettore francese Ariane 6. L’autonomia europea deve quindi essere credibile, economicamente sostenibile e competitiva su scala globale. Deve preservare una pluralità sufficiente di capacità industriali e tecnologiche, garantendo al contempo agli Stati membri un accesso affidabile e indipendente allo spazio. E il successo del piccolo lanciatore tedesco Spectrum di Isar Aerospace, partito nei giorni scorsi dallo spazioporto di Andoya in Norvegia, che ho visitato qualche mese fa, è un ulteriore passo avanti in questa direzione. Con la collega norvegese Cecilie Myrseth e con quella tedesca Dorothee Bar ci rivedremo anche a Parigi”.
Per Urso “il grande vantaggio della nostra industria aerospaziale è proprio quello di avere grandi attori, Leonardo “in primis”, ma anche pmi che rafforzano la filiera industriale, rendendola resiliente ed innovativa. Non è un caso che il settore spaziale italiano cresca in tutto il territorio nazionale, da Nord a Sud, con ben 16 distretti regionali aerospaziali. Il nostro compito – aggiunge – è quello di rafforzarlo, prevedendo finanziamenti a livello europeo (si guardi il successo dell’utilizzo dei fondi Pnrr, tutti impegnati nei tempi previsti). La stessa legge nazionale sullo Spazio, approvata nei mesi scorsi ed in via di progressiva attuazione, prevede un Fondo per l’economia dello spazio, rivolto soprattutto a stimolare e far crescere startup e piccole imprese”.
– foto IPA Agency –
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