Uil, Bombardieri “Siamo un sindacato libero, nessuno può tirarci per la giacca”

TARANTO (ITALPRESS) – “Noi siamo un sindacato libero, non siamo classificabili, siamo liberi. Nessuno ci tirava la giacca quando facevamo gli scioperi contro il governo, nessuno è in grado di tirarcela oggi quando otteniamo un risultato dal governo. Quando facevamo gli scioperi con la Cgil, ci dicevano che eravamo comunisti, ora ci dicono che siamo diventati di destra: la verità è che siamo liberi”. Lo ha detto il segretario generale della Uil, PierPaolo Bombardieri, concludendo il congresso della Feneal Uil svoltosi, in questi giorni, in provincia di Taranto.

“Ribadisco la nostra posizione: c’è qualche esponente del PD, ultimamente Cecilia Guerra, che continua a chiederci cosa pensiamo del salario minimo. Glielo abbiamo spiegato e abbiamo detto che non siamo contrari, anche perché – ha ricordato Bombardieri – quella direttiva abbiamo contribuito a costruirla proprio noi, ma tra il salario minimo e il contratto preferiamo quest’ultimo. Noi abbiamo affermato il principio del salario dignitoso, quello cioè derivante dai contratti firmati dalle organizzazioni comparativamente maggiormente rappresentative: il governo ha accettato questa nostra richiesta ed è un risultato positivo che noi rivendichiamo”.

Il leader della Uil, poi, ha affrontato la questione della sicurezza sul lavoro, particolarmente sentita in una categoria come quella degli edili: “È inaccettabile che si continui a morire sui cantieri: zero morti sul lavoro resta il nostro unico obiettivo, perché se non c’è il rispetto della vita, è inutile parlare di qualsiasi altra cosa. Un aiuto molto importante – ha sottolineato Bombardieri – può giungere dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Tutti, però, devono assumersi le proprie responsabilità: la politica, le istituzioni locali, le imprese, cominciando dall’eliminazione degli appalti al massimo ribasso. Occorre, poi, impegnarsi per combattere il fenomeno dei contratti in dumping e dello sfruttamento, in particolare degli immigrati, che spesso vengono utilizzati sui cantieri in nero. Servono progetti condivisi di inclusione e di formazione, fino a giungere alla loro regolarizzazione”.

– foto di repertorio ufficio stampa Uil –

(ITALPRESS).

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