Tunisia, la linea di credito di Aics e gli strumenti Simest per le imprese

Assemblea costituente in Tunisia. Nella foto Maherzia Labidi Ma.za, vice presidente Bardo National Museum, Tunis, Tunisia, January 7, 2013. -- The National Constituent Assembly (NCA) during a working session in the Bardo National Museum. The vice-President Meherzia Labidi Ma za (Tunisia - 2014-01-07, Thierry Monasse) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate

ROMA (ITALPRESS) – La Tunisia è la prima destinazione dell’export italiano in Africa con oltre 3 miliardi di euro di export e l’Italia è il secondo partner commerciale della Tunisia e uno dei primi investitori nel paese, a conferma della solidità del partenariato economico fra Italia e Tunisia. Nel solco del sostegno delle iniziative avviate già nel 1988, l’Agenzia per la cooperazione allo sviluppo (Aics) ha lanciato la decima linea di credito per lo sviluppo delle Pmi tunisine del valore di 55 milioni di euro attraverso la concessione di crediti agevolati per l’acquisto di beni strumentali e macchinari di origine italiana. I dettagli dell’iniziativa sono stati illustrati in occasione del webinar organizzato da Confindustria Assafrica & Mediterraneo, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Tunisi e con l’Aics.

Il fondo della linea di credito da 55 milioni di euro è suddiviso in due sezioni: 50 milioni di euro destinati ai crediti per investimenti (per imprese esistenti o da costituire); 5 milioni di euro per credito di ristrutturazione finanziaria a supporto delle difficoltà congiunturali delle Pmi. Il credito può essere utilizzato per l’acquisizione di attrezzature e impianti produttivi nuovi e servizi connessi (ingegneria, trasporto, assicurazione, installazione, formazione, assistenza tecnica), nonché per l’acquisizione di licenze e brevetti industriali, di origine italiana, tramite fornitori italiani o rappresentanti italiani e tunisini. Un massimo del 35% del totale del credito potrà essere utilizzato per l’acquisto di beni strumentali nuovi e di servizi di origine tunisina, senza l’intermediazione di imprese italiane.

Possono beneficiare della linea di credito le imprese tunisine – già costituite o da creare – che rispettano i criteri Pmi secondo la normativa locale e sono in regola con requisiti ambientali, fiscali e sociali. I settori ammessi includono industria (esclusa quella degli armamenti), agricoltura, pesca, silvicoltura, servizi (esclusi servizi finanziari), e attività turistiche legate all’ecoturismo e all’agriturismo. I finanziamenti possono essere concessi in euro o in dinari tunisini con tassi di interesse e condizioni di rimborso diversificati. Il tasso d’interesse massimo è del 2,5% per i prestiti in euro e del 6,5% per quelli in dinari. Il periodo di rimborso massimo è fino a 10 anni con periodi di grazia variabili e gli importi sono compresi nella forbice tra 55.000 euro a un massimo di 2,5 milioni di euro per investimenti.

Per quanto riguarda le procedure di accesso, il promotore dell’impresa presenta una richiesta alla propria banca, che la esamina e, in caso positivo, la inoltra alla Banca Centrale Tunisina (Bct), partner istituzionale della linea di credito, e all’Aics di Tunisi per il nulla osta. Dopo l’approvazione, la banca concede il credito e può seguire la fase di erogazione dei fondi tramite la Cassa Depositi e Prestiti italiana (Cdp). Per quanto riguarda la ristrutturazione finanziaria, il credito può essere erogato per il finanziamento del capitale circolante, per il riscadenziamento del debito bancario e per i prestiti destinati all’aumento di capitale. Ad oggi “sono 12 le banche tunisine pubbliche e private che hanno già espresso formale adesione alla linea, le principali della Tunisia”, ha dichiarato Alessia Tribuiani, responsabile settore sviluppo economico di Aics, ricordando che la linea di credito dovrebbe terminare nel giugno 2028.

La presenza di investimenti italiani in Tunisia ha registrato un’accelerazione con l’avvio del Piano Mattei per l’Africa. ‘Sicuramente il fatto che la Tunisia sia anche all’interno della strategia italiana del piano Mattei ha dato un ulteriore slancio a quello che già è la forte presenza degli investimenti italiani in loco e ha dato uno slancio anche alle attività che in questi ultimi due anni”, ha dichiarato Patrizia Mauro, direttore generale di Confindustria Assafrica&Mediterraneo. Da gennaio 2024 “abbiamo poi attivato noi stessi, in collaborazione con tutti gli stakeholder, un ulteriore slancio alle nostre attività”, ha proseguito. Mauro ha sottolineato anche il ruolo di snodo rappresentato dalla Tunisia. “Come Confindustria Assafrica abbiamo inoltre stipulato già diversi anni fa un accordo di collaborazione col parco economico di Zarzis volto proprio a facilitare e favorire la presenza degli investimenti e delle imprese italiane sul territorio. Il parco economico di Zarzis si inserisce in un punto strategico della Tunisia perché consente anche un accesso anche verso la Libia”, ha affermato Mauro.

Le aziende italiane che vogliono affacciarsi al mercato tunisino, ma anche africano, possono contare anche sul supporto all’internazionalizzazione di Simest, che pone il suo focus sulla finanza agevolata. Nell’ambito del Fondo 394, Simest gestisce per conto del ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale dei finanziamenti con un tasso agevolato dello 0,3%, con una quota a fondo perduto dal 10% al 20% per le imprese con sede operativa nel sud e per le start-up e Pmi innovative, ha ricordato durante il webinar Mariangela Alvito di Simest. I finanziamenti durano fino a 6 anni con importi massimi che vengono tarati rispetto al fatturato dell’azienda e al tipo di investimento. Lo strumento è dedicato alle imprese italiane che intendono impegnarsi ad effettuare investimenti in Africa oppure che siano stabilmente presenti o esportino o si approvvigionino nel continente africano, oppure che siano stabilmente fornitrici delle predette imprese. Lo strumento permette il finanziamento di spese mirate a rafforzare la solidità patrimoniale dell’impresa, anche in Italia, a finanziare l’incremento di capitale sociale e finanziamenti a soci delle controllate dell’impresa richiedente, nonché spese strettamente connesse alla realizzazione degli investimenti e all’individuazione di nuove opportunità di business e spese promozionali, tra cui store temporanei, attività di advisory/consulenza strategica per ingresso sul mercato, spese di viaggio e soggiorno per lo sviluppo di partnership commerciali con realtà locali.

Inoltre, sarà possibile finanziare spese per la formazione del personale africano in Italia o in Africa, spese di viaggio, di ingresso e di regolarizzazione in Italia per l’assunzione nonché spese per contratti di lavoro destinati alla formazione e all’inserimento del personale proveniente dal continente africano, fermi restando requisiti e vincoli previsti dalla Circolare di riferimento. Ulteriori dettagli sulle procedure sono disponibili sui siti istituzionali.

La Tunisia “sta rafforzando la propria attrattività come piattaforma produttiva d’elezione non solo per l’Italia ma anche per l’Europa. Non parliamo più soltanto di un mercato di prossimità, ma di un vero e proprio snodo strategico per la diversificazione delle filiere, ma anche per il nearshoring dei processi industriali”, ha dichiarato l’ambasciatore d’Italia a Tunisi, Alessandro Prunas, in occasione del webinar. Il Paese nordafricano “si sta muovendo verso un equilibrio virtuoso tra competitività, innovazione e affidabilità, come dimostrano la spinta verso il green, le rinnovabili, il settore high-tech e il digitale”, ha proseguito l’ambasciatore.

La Tunisia è la prima destinazione dell’esportazione italiana in Africa con oltre 3 miliardi di euro di export e l’Italia è il secondo partner commerciale della Tunisia e uno dei primi investitori nel paese, “numeri che confermano la straordinaria solidità” del partenariato economico fra Italia e Tunisia. L’ambasciatore Prunas ha ricordato che “sono oltre mille le imprese italiane in Tunisia, che rappresentano oltre un quarto delle aziende a partecipazione estera presenti e che impegnano oltre 85 mila lavoratori”. Le aziende che scelgono di investire in Tunisia “possono contare su un duplice accesso privilegiato sia al mercato dell’Unione Europea sia ai mercati africani, grazie all’adesione della Tunisia a numerosi accordi di libero scambio”, ha aggiunto. Il diplomatico ha puntualizzato che “per rafforzare e consolidare questa posizione di rilievo è tuttavia essenziale che l’offerta italiana si presenti come un pacchetto integrato. Non solo, quindi, l’eccellenza dei nostri prodotti e delle nostre tecnologie, ma anche soluzioni finanziarie e assicurative che rendano i progetti concretamente realizzabili”.

La linea di credito da 55 milioni di euro illustrata in dettaglio durante il webinar è dedicata al sostegno delle imprese locali per l’acquisto di tecnologie e macchinari italiani. “Un altro strumento importante è la misura Africa di Simest, insieme ad altri prodotti assicurativo finanziari di Sace e Cdp pensati per mitigare i rischi e finanziare la crescita internazionale”, ha aggiunto l’ambasciatore Prunas, auspicando che al termine della sessione le aziende partecipanti “possano avere una visione operativa chiara su come trasformare il potenziale del mercato tunisino in contratti e partnership durature”.

– Foto di repertorio IPA Agency –
(ITALPRESS).

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