TOSCANA, LINEE GUIDA PER UN’OFFERTA SEMPRE PIÙ DI QUALITÀ

Gli standard minimi per la realizzazione del Prodotto turistico omogeneo, uno degli elementi chiave della recente legge regionale sul turismo che ha ridisegnato la geografia della Toscana a vantaggio della specificità e dell’identità territoriale, cominciano a prendere forma.
In commissione Sviluppo economico, guidata da Gianni Anselmi (Pd), sono state illustrate le linee guida che permetteranno di strutturare l’insieme di beni e servizi di un territorio, così da intercettare la domanda con prodotti di alta qualità modellati alle nuove richieste di viaggio. Rappresentano, è stato spiegato, il completamento della revisione normativa operata nel maggio del 2018. È una formula nuova, su cui la Toscana dovrà confrontarsi, che dovrà integrarsi con i 28 ambiti territoriali costituiti. 

In pratica il ‘prodotto turistico omogeneo’ aggrega i Comuni con vocazioni e identità affini anche oltre i perimetri degli ambiti. Per realizzare un’offerta turistica di qualità, i Comuni potranno associarsi per tipologia di prodotto stipulando un’apposita convenzione. “Sono oltre 20 quelle già attivate”, ha dichiarato il presidente Anselmi, “segno che a pochi mesi dal varo della legge, sensibilità e voglia di fare hanno mosso capacità progettuali non indifferenti e dato risposte territorialmente puntuali rappresentative della componente identitaria”. Dovrà contenere elementi funzionali all’offerta turistica con l’indicazione dei servizi proposti da pubblico e privato, le destinazioni coinvolte, gli elementi chiave della strategia di marketing, una struttura di gestione che indichi l’organizzazione del prodotto e una modalità di controllo del rispetto dei requisiti dell’offerta. Ciascun prodotto turistico dovrà coinvolgere più di cinque Comuni e interessare territori con più di 5mila posti letto.
Generale apprezzamento è stato espresso dalla vicepresidente della commissione Irene Galletti: “Sulla qualità non si investe ancora abbastanza. Dobbiamo analizzare i punti di forza e di debolezza perché se è vero che abbiamo aumentato l’accoglienza, è altrettanto certo che abbiamo mancato l’obiettivo della ricaduta economica sul territorio”.

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