CAGLIARI (ITALPRESS) – “Un miliardo e mezzo di investimenti in 3 anni per, da una parte, aggregare tanti servizi che sono erogati dai Plus e che però sono molto parcellizzati, e nel contempo realizzare una vera e propria integrazione socio sanitaria”. Così la presidente della Regione Sardegna e assessora ad interim alla Sanità, Alessandra Todde, a margine della presentazione del nuovo piano dei servizi alla persona 2026-2028, il documento con cui la Regione punta a rafforzare i servizi sociali e sociosanitari. “C’è necessità di collaborazione tra Plus e Distretti, perché alcune figure come gli assistenti sociali sono in capo alle Asl. Siamo una delle regioni che spende di più in Italia in welfare, ma fatichiamo a mettere a terra questi servizi – spiega Todde – Questa è un’occasione per rendere i servizi più fluidi dal punto di vista della fruizione, è un modo per far sì che i cittadini si sentano presi in carico. Sarà un momento di confronto, questo piano non sarà calato dall’alto e questi incontri servono per avere dei feedback, per poi portare avanti un percorso che arriverà a una proposta definitiva”.
Poi sulla road map per case e ospedali di comunità legati al Pnrr: “Le case di comunità e gli ospedali di comunità rappresentano il cardine del dm 77 e della ricostruzione del rapporto tra cittadini e sanità di prossimità. Una delle difficoltà degli ospedali sardi è proprio quella di gestire il momento di post acuzia, quindi è difficile liberare i posti letto per poter gestire poi i cittadini nella riabilitazione. Ho sentito discussioni per possibili competizioni tra posti per acuti e post acuzia: sono temi diversi, noi non stiamo facendo nessuna ristrutturazione sulla rete ospedaliera, se non i 6 posti di terapia intensiva pediatrica al Brotzu su cui non penso che qualcuno abbia da discutere. Stiamo invece rivedendo la parte di gestione territoriale, che è quello che manca alla Sardegna. Faremo di tutto per concludere tutto entro le scadenze del Pnrr”.
– Foto Regione Sardegna –
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