TAGLIO DEGLI STIPENDI ALLA JUVE, E GLI ALTRI ?

I giocatori della Juve hanno accettato la decurtazione degli stipendi da marzo a giugno, su proposta di Chiellini. Ronaldo avrebbe rinunciato a dieci milioni per il periodo non retribuito. La Juve risparmiera’ 90 milioni di euro. Quanti altri giocatori degli altri club si faranno tagliare gli stipendi ? Questa e’ la notizia, nel momento in cui c’e’ chi da’ l’assalto ai supermercati perche’ non ha soldi per pagare e il governo ha deciso di aiutare chi non riesce a farcela. Dato che e’ in pericolo la nostra vita -quella di tutti, intendiamo-, il calcio sembra ben poca cosa, ma gesti come quelli dei bianconeri sono significativi. In attesa di sapere se ne uscira’ vivo, ognuno di noi cerca di tutelare il proprio futuro. Il mondo del pallone, che ha basi dalla discutibile solidita’, sta attraversando momenti di grande incertezza e qualcuno preconizza una futuro gramo, sempre che ci sia un futuro. L’unita’ di intenti non e’ stata mai la caratteristica del calcio, diviso fra coloro che “comandano” e quelli che vanno a rimorchio e tentano di sopravvivere: e’ un mondo di cartapesta frequentato da persone per bene, ma anche da qualche avventuriero. Tutti ci stiamo rendendo conto che il Coronavirus potrebbe segnare una svolta. Il sottile confine fra quelli che hanno contribuito alla stabilita’ e alla credibilita’ del calcio e coloro che hanno cercato solo di approfittarne, si sta per sbriciolare. In questo variegato ambiente, in passato c’era chi scappava con l’incasso delle partite, chi falliva e andava in esotiche isole dei Caraibi, chi lucrava sulle plusvalenze come suo scopo principale di vita. Una popolosa fauna si era annidata fra le pieghe del calcio guadagnando con la mediazione, i consigli, le ruffianerie. Gli osservatori neutrali di questo Barnum non si possono meravigliare di quanto sta succedendo adesso. Ci sono diversi fronti: i dirigenti, i giocatori, l’indotto e i clienti-tifosi. I dirigenti hanno cercato finora di salvare la stagione, sperando di chiuderla con un risultato, auspicando improbabili aiuti del governo, impegnato a cercare posti letto, medici e infermieri. Chi paghera’ allora i debiti del capriccioso mondo pallonaro ? Del resto, negli oltre sessanta anni di frequentazioni del calcio abbiamo visto fallire (o quasi) un solo presidente, il conte Marini Dettina della Roma, che nel 1964 acquisto’ Angelo Benedicto Sormani per mezzo miliardo (cifra enorme per quei tempi) e resto’ in bolletta. Narrano che per pagare la trasferta di Vicenza, venne fatto ricorso a una colletta: il capitano Losi ando’ il 31 dicembre al Teatro Sistina di Roma con un secchiello e alcune bottiglie di champagne per festeggiare il capodanno e gli spettatori tirarono fuori gli spiccioli (ottocentomila lire) per il viaggio, peraltro andato male perche’ la Roma venne sconfitta. Non crediamo che nessuno degli attuali presidenti fara’ la fine di quell’intemerato e azzardoso conte che si rovino’ per i colori giallorossi. Oggi il panorama calcistico e’ popolato da patron cinesi, americani e da personaggi che hanno saputo tutelarsi, prima d’investire. Ma le entrate dipendono dai diritti televisivi, degli sponsor ecc. che non se la passano bene in questo momento. Pagheranno, resteranno, scapperanno ? Che faranno, dopo questa imprevista tempesta ? Il mondo dei giocatori e’ divisa fra italiani (pochi, una terzo del totale) e stranieri. Le societa’ vogliono decurtare i loro proventi e qualcuno e’ pronto ad andarsene. Andare dove ? Tutto il mondo e’ stato contagiato dal coronavirus e non crediamo che altrove troveranno gli ingaggi migliori. Quale sara’ infatti il panorama calcistico, dopo questa tempesta ? E, come si dice, con la dilatazione del mercato che la FIFA proporra’ ? La stessa “mecca” inglese si risvegliera’ un po’ acciaccata, sempre che sceicchi, magnati russi e personaggi del mondo della finanza non fuggano a gambe levate. Quanto all’indotto (media, sponsor, ecc.), le sue sorti dipenderanno dalla sopravvivenza e dall’opulenza del calcio. Da noi, l’arrivo dei Ronaldo, Lukaku, Ibrahimovic ecc. aveva risollevato le sorti del calcio che aveva riconquistato una visibilita’ internazionale. Ma ora che la situazione e’ cambiata, dopo l’esempio della Juve, questa brava gente accettera’ di restare a ingaggi ridotti ? Lega e sindacato calciatori si parleranno a breve per stabilire cosa fare. Le tv sono in attesa della ripresa per stabilire cosa fare: non pagheranno a vuoto, per non trasmettere nulla. I titoloni sul niente di questi giorni sono la testimonianza dello squagliamento di un mondo che potrebbe creare tanti “buchi” economici e molti disoccupati. C’e’ poi il mondo dei tifosi, quelli veri, quelli falsi e i facinorosi. Abbiamo letto in questi anni di organizzazioni malavitose che si sono insinuate nelle curve: il depauperamento di questo mondo le danneggera’. I facinorosi non avranno piu’ materia del contendere come in passato. I tifosi veri saranno i piu’ danneggiati, perche’ -per un periodo che speriamo non lungo- vedranno svanire i loro sogni e le loro speranze. Un esempio: anche se la Juventus e’ andata in testa prima dello stop, la Lazio e’ stata la squadra che ha detto le cose piu’ interessanti ed era in corsa per lo scudetto. Non crediamo che questa interruzione le giovera’. Torneranno i momenti di gloria vissuti nel primo scorcio del campionato, come quelli dell’Atalanta che si e’ ritrovata al centro del dramma di Bergamo ? Noi stessi dobbiamo scrivere di queste tristezze dal luogo del nostro isolamento. Quanto erano belli quei giorni popolati di partite che ci facevano sbuffare per il loro incalzante ritmo. Allora ci lamentavamo per il troppo calcio, ora ne sentiamo la mancanza. Purtroppo.