Slow tourism, dal 30 settembre al 4 ottobre la quinta edizione di “Noi camminiamo in Sardegna”

CAGLIARI (ITALPRESS) – “Il turismo lento si consolida come asset strategico per la Regione Sardegna, puntando a destagionalizzare i flussi e a svelare il fascino dei territori interni: un’esperienza unica che fonde sostenibilità, ospitalità, ambiente, natura e attrattori storico-culturali, compresi i tesori riconosciuti dall’UNESCO”. Così l’assessore del Turismo, Artigianato e Commercio, Franco Cuccureddu, ha raccontato a Nuoro, nel corso della conferenza di presentazione della 5 edizione di Noi Camminiamo in Sardegna, la valenza del progetto di promozione del turismo dei cammini, attivato dall’Assessorato regionale. “Il segmento slow – ha aggiunto Cuccureddu – è basato su sostenibilità ambientale ed economico-sociale, teso a valorizzare un’offerta unitaria pronta ad affacciarsi sui mercati nazionali e internazionali. Un’offerta composta dai Cammini, dalle Destinazioni Turistiche di Pellegrinaggio, dalla Rete escursionistica e dai borghi, con particolare attenzione alle 15 località certificate – i Borghi caratteristici della Sardegna“. Tra gli otto itinerari dei Cammini di Sardegna, il Cammino Minerario di Santa Barbara, il Cammino di San Giorgio Vescovo, il Cammino di Santu Jacu, il Cammino di Sant’Efisio, il Cammino 100 Torri, Via dei Santuari, il Cammino Francescano in Sardegna e il Cammino dei Beati, sulle sue battute finali per il riconoscimento nel Registro regionale.

Protagoniste dell’evento saranno anche le Destinazioni di Pellegrinaggio: Borutta, Dorgali, Galtellì, Genoni, Gesturi, Laconi, Luogosanto, Orgosolo e Sant’Antioco. Borghi legati a figure di santi e beati, luoghi di ospitalità, silenzio e meditazione, autentici scrigni di rigenerazione fisica e spirituale, che rappresentano uno spaccato della Sardegna più autentica. “Abbiamo 15 borghi certificati che completano l’offerta di slow tourism, un’offerta particolarmente interessante per quanto riguarda la Sardegna perché ci consente di perseguire quei due obiettivi strategici della delocalizzazione e della destagionalizzazione che sono fondamentali per creare in Sardegna un sistema turistico che possa funzionare tutto l’anno”, ha detto ancora l’assessore. “Certo con picchi nella stagione estiva ma senza una chiusura totale nelle altre stagioni e i numeri ci stanno dando ragione con l’incremento del 40% delle presenze in media stagione e del 32% nel periodo invernale. Numeri che sono particolarmente significativi e ci incoraggiano ad andare avanti su una manifestazione diventata la più importante in Italia per il segmento dei cammini religiosi che quest’anno si chiuderà il 3 ottobre nel borgo di Bosa“.

– foto ufficio stampa Regione Sardegna –

(ITALPRESS).

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