Sisma 2016, Castelli “La ricostruzione è anche restituire prospettiva e futuro ai territori”

ROMA (ITALPRESS) – I comuni del cratere guardano al futuro. E lo fanno con la forza di chi in questi anni ne ha passate tante sulla propria pelle e merita di tornare a guardare al domani con speranza e forza. Proprio per questo il progetto Civitas Appeninica ha una valenza importante e potrebbe essere un trampolino per il territorio. Ne parla in un’intervista al Secolo d’Italia il commissario straordinario del Governo per il sisma 2016, Guido Castelli. “La candidatura di Civitas Appenninica nasce da una consapevolezza maturata sul campo, giorno dopo giorno, insieme al Governo Meloni e ai Presidenti delle Regioni del sisma: la ricostruzione non può e non deve limitarsi al ripristino di edifici e infrastrutture – spiega Castelli -. Deve, invece, anche restituire una prospettiva e un futuro condiviso a territori accomunati da radici comuni e da un patrimonio storico, culturale, artistico e religioso di valore assoluto. L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 è il simbolo di questa visione: un territorio che ha saputo trasformare una ferita profonda, causata dal sisma, in energia collettiva e in riscatto. È da questi presupposti che è germogliata l’idea di un progetto che unisce 546 Comuni, tre regioni, Umbria, Marche e Abruzzo (a cui si è aggiunta la provincia di Rieti) in una rete culturale viva e interconnessa. Di questa rete il cratere del sisma 2016 è il cuore pulsante (con 138 Comuni) e Norcia il faro: non solo per il suo valore simbolico e spirituale – è la patria del patrono d’Europa, San Benedetto – ma perché rappresenta l’Appennino centrale che resiste, che custodisce identità millenarie e al tempo stesso guarda avanti”.

Inoltre “il 2033 sarà un anno di enorme valore, non solo simbolico ma anche storico e spirituale. Quella di un di un Giubileo straordinario, in questo momento, è una possibilità ma, certamente, nel caso in cui dovesse diventare una realtà, rappresenterebbe un evento di portata globale. In questo contesto, il riconoscimento di Capitale europea della Cultura rappresenterebbe un moltiplicatore formidabile per le quattro regioni del sisma, capace di generare anche crescita e nuove opportunità, soprattutto per i giovani”, sottolinea Castelli, che sulla ricostruzione evidenzia: “In questi anni tre anni dedicati al compito che mi è stato affidato, grazie al pieno sostegno offerto dal Governo Meloni e a un lavoro basato su una governance multilivello composta da Stato, Regioni e Comuni, sono stati raggiunti risultati concreti e misurabili. I dati sono chiari: quasi 13.000 cantieri chiusi, 9 mila in corso e 1.500 opere pubbliche già avviate. Abbiamo semplificato le procedure, accelerato l’avvio e la conclusione dei cantieri, dato certezza di risorse e tempi. Dei circa 14mila nuclei familiari che avevano perso l’abitazione, un terzo sono tornati nelle loro case, scuole e municipi sono stati riaperti, il tessuto economico ha ricominciato a respirare ed è tornato a crescere, anche grazie a strumenti come NextAppennino. Tutto ciò premesso, sappiamo che quanto fatto finora non basta – prosegue -: molto è stato fatto ma molto resta ancora da fare. La priorità resta quella di restituire la casa a tutti i cittadini, completare la ricostruzione privata e pubblica, rigenerare i nostri borghi e rilanciarli investendo su sicurezza, sostenibilità, servizi, digitalizzazione e attrattività. Dobbiamo ricostruire luoghi dove non solo si possa abitare, ma nei quali si possa scegliere di restare o di tornare. La strategia di contrasto allo spopolamento che stiamo adottando è diventata un modello, un punto di riferimento: il Laboratorio Appennino centrale. Questa è la vera sfida dei prossimi anni”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Vuoi pubblicare i contenuti di Italpress.com sul tuo sito web o vuoi promuovere la tua attività sul nostro sito e su quelli delle testate nostre partner? Contattaci all'indirizzo [email protected]