Quelli della Juve il giorno della Donna – anzi della Signora – l’hanno felicemente anticipato al 7 marzo con la clamorosa vittoria sul disperato Pisa; i bauscia hanno celebrato l’8 a San Siro, in Casa Milan, soffrendo insieme alla Beneamata, sconfitta e riesposta al pubblico ludibrio per l’ennesima “carezza” di Bastoni al nemico Rabiot, uscito in barella. Chivu prudentemente ha fatto uscire anche lui, protagonista di un “giallo” a puntate, e ha invocato Frattesi, ma l’Inter ha lanciato segnali di stanchezza malcelata con la rudezza di molti interventi difensivi. Marcatura o uomo, catenaccio d’antan. Inutilmente. Non è riuscita ad annullare il bellissimo gol realizzato con un fulminante sinistro del mitico Estupinan al 35°. Beffa al 93′, il pareggio segnato a gioco fermo. E ancora un infelice derby con il Milan di Max che adesso, a -7, sogna la seconda stella. Magari firmata Modric il Divino. Il resto è Zona Champions, la lotta di chi ha usurpato la mitica Coppa dei Campioni. E così la caduta della Roma sul campo dell’antico Genoa è trattata soprattutto come occasione mancata da Gasperini alla ricerca del quarto posto, oggi minacciato davanti dal Como, dietro dalla Juve.
E invece – se l’avete visto in faccia mentre vittorioso lasciava il campo – è stato il giorno di Daniele De Rossi. Un guerriero che non spreca sorrisi perchè ha un tumulto nel cuore: ha sconfitto e danneggiato la sua “Magica” che non si è fidata di lui, l’ha congedato mentre una parte del popolo giallorosso l’incoraggiava, definendolo “non all’altezza” della Roma. E lui se n’è andato col cuore infranto, sì, ma deciso ad affrontare un grave impegno, la salvezza del Genoa, per dimostrare quel che vale. Ci sta riuscendo e per i rossoblù pionieri del folber – Brera docet – è tornato Capitan Futuro.
Questa è una favola, l’altra è quella di De Bruyne il cui ritorno ha trasformato in evento il successo del Napoli con il Torino. Doveva essere l’Uomo Scudetto, è tornato dopo 28 partite saltate, Conte l’ha richiamato dalla panchina, il popolo azzurro ha iniziato ad alzarsi in piedi e non appena lo speaker ha annunciato il suo ingresso in campo dal Maradona s’è levato un grido solo: “De Bruyne”. E la favola continua.
Italo Cucci ([email protected])
(ITALPRESS).
Segnali di stanchezza Inter nel derby, Milan a -7 sognando la 2^ stella
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