Sanremo 2026, Serena Brancale in gara con “Qui con me”: un brano dedicato alla madre

MILANO (ITALPRESS) – L’anno scorso quello di Serena Brancale al Festival di Sanremo era stato un ritorno, dieci anni dopo la sua prima volta. Un anno dopo la cantautrice pugliese torna a Sanremo mostrando un’altra anima: dopo quella jazz dell’esordio e quella spensierata di Anema e core, mette davanti a tutto le emozioni. Qui con me, brano con cui è in gara all’Ariston, è dedicato alla madre scomparsa. “Ci ho messo sei anni per arrivare a questa canzone, perché avevo bisogno di tempo per trovare le parole giuste”, ha raccontato Brancale presentando alla stampa il brano.

“Quest’anno non ho maschere, non gioco con i colori. Porto sul palco quello che sono, la verità, ed è una cosa che mi emoziona tantissimo”, continua. Un’emozione che prende forma in una lettera alla madre distribuita ai giornalisti. “Non so se le lettere arrivino dove sei tu, né se abbiano bisogno di francobolli o di silenzi; ma io la affido all’aria, con una canzone, con la mia voce”, scrive mettendo nero su bianco un dolore privato.

“Io ancora non riesco a farmene una ragione vera, di quelle che ti sistemi dentro e non ci pensi più”, scrive. “Io ti sento ancora. Ti sento in tutto quello che faccio, pure nelle cose piccole”. Fino alla frase che dà il titolo al brano: “Io lo so, con quella certezza che non ha bisogno di prove, che tu sei ancora “Qui con me””. Il rapporto con la madre è trasferito nel testo del brano e, proprio per questo, l’esecuzione potrebbe caricarsi di pressione. “È una canzone che ha un peso, perché quando racconti qualcosa che ti ha ferito, anche se hai metabolizzato, resta. Portarla sul palco, nonostante questo, è una scelta”, ammette la cantante.

Mia madre io la sento quando mi guardo le mani, il sorriso e vedo esattamente lei. Ci sono delle cose che io non sopportavo di lei, nel modo di parlare, e sono diventata esattamente così. Anche la mia voce comincia ad assomigliare tanto alla sua. Ero la sua figlia prediletta: mi accompagnava ai primi concerti jazz, quando ero bambina. Io la seguivo alle prove, allo studio. Lei era parte di questo mondo musicale e io le stavo accanto in tutto quello che studiavo. Questo mi ha formato tantissimo, perché mi ha dato una base fortissima. Quindi lei è ancora con me in tutto quello che faccio”., racconta.

E per questo è pronta a restituire al mittente le eventuali critiche che possono arrivare da chi potrebbe considerare “furbo” il suo brano. “Non mi faccio troppe domande. Le critiche ci saranno sempre”, dice. “Se inizi a pensarci, non fai più questo mestiere. Io devo fare bene il mio lavoro e raccontare qualcosa di vero”.

Anche l’esecuzione all’Ariston, provata ieri per la prima volta con l’orchestra, farà parte della stessa verità. “Voglio stare immobile, davanti l’asta, senza neanche toccarla. Voglio che la voce si avvicini al microfono. Non voglio gesti da cantante. Voglio solo cantare”. Accanto a lei, sul palco, come già nello scorso Sanremo, ci sarà la sorella maggiore Nicole come direttrice d’orchestra. “Non potrei pensare di guardare davanti e non vedere lei – ammette -. È il mio portafortuna. Ho bisogno di sapere che c’è”. Diversa sarà, invece, l’esibizione nella serata delle cover che lo scorso anno la vide con Alessandra Amoroso con cui poi ha spopolato durante l’estate con “Serenata”.

I duetti li fai sempre con persone che stimi, quindi non sono mai scollegati dal progetto”. E sull’eventuale partecipazione all’Eurovision Song Contest riservata al vincitore del Festival, diventata un “caso” politico per le defezioni di chi contesta la partecipazione di Israele, anticipa: “E’ una cosa cui non penso, mi concentro su quelle serate. Una posizione verrà presa. Dai un messaggio pure andandoci, non solo facendoti da parte”.

Quanto al futuro, Brancale anticipa: “Sto lavorando a un album, ho tante cose da raccogliere. Mi riconosco in parti anche molto diverse tra loro, ed è giusto che convivano. Per un titolo avevo pensato, infatti, a “Il diavolo e l’acquasanta”“.

E non si fermeranno i live che negli ultimi mesi ha segnato una fase importante con una serie di date che sono andate dai Blue Note Club di Tokyo, Shanghai e Seul fino all’appuntamento di New York. “Quando vai fuori dall’Italia ti rendi conto che non devi vergognarti di quello che sei”, racconta. “Anche quando canto in dialetto, anche quando non capiscono le parole, lo sentono”. 

-Foto ufficio stampa Brancale ph Thom Rever-
(ITALPRESS).

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