Rocca “La lotta alla criminalità deve essere un patrimonio comune”

ROMA (ITALPRESS) – “Quando si parla delle vittime innocenti di mafia, ovviamente il primo pensiero va alle forze dell’ordine, ai magistrati, però ci sono da ricordare tantissimi altri eroi civili penso a Beppe Alfano, a Pippo Fava, a Peppino Impastato, persone semplici che hanno fatto una scelta civica in quei territori, una scelta veramente difficile in quel momento”. Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, in occasione della messa a dimora dell’albero della legalità, nel cortile della casa dello studente dell’università La Sapienza, nell’ambito della “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie” che ricorre domani. “Queste persone hanno sentito il dovere civico e quindi non è soltanto il dovere istituzionale e professionale che accompagna da sempre il rigore con cui agiscono le nostre forze dell’ordine, ma proprio l’impegno civile e quelle lezioni ci ricordano anche una cosa sola: la lotta alla criminalità organizzata passa anche attraverso il non sentirsi soli – ha aggiunto Rocca -, deve essere un patrimonio comune rispetto al quale non ci sono barriere politiche, non c’è nulla da sottovalutare, il contrasto alla criminalità e’ nel piccolo gesto, non è soltanto nel grande gesto, dobbiamo scacciare questo cancro dalla nostra città, dai nostri territori“. “Non ci deve essere ideologia che separi rispetto alla lotta alla criminalità organizzata, che deve essere senza quartiere, e deve vedere tutti i cittadini uniti”, Il progetto si inserisce nell’area, in corso di riqualificazione, denominata “Giardino della Memoria”.

“Dobbiamo dare ai giovani gli strumenti necessari per scegliere la strada giusta. Il tema della legalità deve essere soprattutto praticato e i primi interlocutori sono i giovani, che oltre ad essere destinatari di messaggi possono essere anche evangelizzatori, portatori di valori di legalità, di convenienza in un mondo in cui pare si sia dimenticato il valore dell’ascolto, il valore della mediazione, il valore della condivisione, del rispetto dell’altro”, le parole di Roberto Massucci, questore di Roma. Nel corso della cerimonia è stata scoperta anche una targa che ricorda la celebre frase del magistrato Giovanni Falcone ” gli uomini passano, le idee restano e continuano a camminare sulle gambe di altri uomini”.

“L’iniziativa di oggi e’ veramente importante, ci ricorda quanto i simboli siano importanti e vanno sostenuti con iniziative concrete” ha concluso Antonella Polimeni, rettrice dell’Università La Sapienza “L’albero è un simbolo forte, ha delle radici e va curato e noi come istituzioni dobbiamo curare questo percorso, oltre ai simboli si devono costruire le azioni”.

– foto xc3/Italpress –

(ITALPRESS).

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