La relazione tra videogiochi e cervello

videogochi e cervello

Stando a una recente review, alcune categorie di videogiochi riuscirebbero, sorprendentemente, a modificare il funzionamento e la struttura del cervello, mentre un uso eccessivo andrebbe a creare una vera e propria dipendenza (Gaming Disorder).

I videogiochi stanno diventando sempre più una nuova forma di intrattenimento anche per gli adulti, con età media attorno ai 35 anni; molti di loro utilizzano computer e console, ma una nuova categoria di giocatori casuali, si affida a Smartphone e Tablet di ultima generazione per riempire i momenti vuoti delle loro giornate.

Possiamo dunque affermare che i videogiochi di oggi, rappresentano la forma più comune di svago e che tale forma di intrattenimento produce effetti diversi sul nostro cervello e sulle nostre abitudini quotidiane.

In particolar modo, alcune ricerche hanno dimostrato che i videogiochi sarebbero in grado di modificare le aree del cervello responsabili dell’attenzione e delle capacità visuo-spaziali, rendendole addirittura più efficienti. I ricercatori hanno inoltre valutato e studiato le regioni del cervello associate al sistema di ricompensa e come queste, risultino associate a forme di dipendenza e assuefazione.

Uno studio pubblicato di recente dal team del Dr. Marc Palaus ha voluto approfondire e analizzare le tendenze emerse dalla ricerca, riguardo l’effetto che avrebbero i videogiochi direttamente sulla nostra mente e sul nostro comportamento.

In generale, da questa ricerca, è emerso che alcuni giochi computerizzati sarebbero in grado di modificare la reattività e la struttura del nostro cervello, influenzando o migliorando il livello di attenzione selettiva. Sulla base di alcune evidenze scientifiche il gioco online, aumenterebbe la dimensione e la potenzialità delle aree del cervello implicate nelle competenze visuo-spaziali; ad esempio, l’ippocampo destro si è rivelato più sviluppato in quella categoria di giocatori abituali.

Videogiochi e cervello: cosa accade?

Gli effetti negativi rafforzano invece la tesi che i videogiochi risultano essere i veri responsabili di una particolare forma di dipendenza emotiva e fisica con segni e manifestazioni evidenti, tra cui:

  • Sensazione di irrequietezza e/o irritabilità quando si è incapaci di giocare;
  • Isolamento dalla società per passare più tempo a giocare;
  • Mal di testa associato a rossore e lacrimazione oculare.

In tal senso i ricercatori hanno reso noti i sensibili cambiamenti funzionali e strutturali nel sistema di ricompensa neurale, nei soggetti dipendenti dal gioco, del tutto simili a quelli osservati in altri disturbi da dipendenza, quali droga e alcool. La soluzione al problema resta quella di un uso moderato del gioco.

Risulta fondamentale che i genitori e gli educatori, prestino attenzione ai primi segnali di allarme, sia fisici che psicologici, intervenendo tempestivamente per un utilizzo appropriato e limitato degli strumenti di gioco. Non c’è alcun dubbio che il gioco abituale sia in grado di “modificare” il cervello in maniera non dissimile a quanto avvenga già attraverso l’esercizio fisico per gli tutti gli altri muscoli del nostro corpo; anche le reti neurali del nostro cervello possono essere rafforzate da una buona dose di concentrazione e dal rilascio costante di dopamina, determinando così un adeguato “esercizio per la mente” (Gaming Addiction).

Come trarre beneficio dai videogiochi

Riportando l’attenzione ai più piccoli, si è cercato di dimostrare in che modo i videogiochi (“somministrati” a giuste dosi) possano contribuire a migliorare la concentrazione, l’apprendimento, la velocità di reazione e persino, in alcuni casi, le capacità multitasking. Elementi come la perseveranza, la determinazione, le capacità di gestione, le capacità di pianificazione, la precisione, la capacità di prendere decisioni in fretta (e molti altri fattori rilevanti) restano i punti chiave dell’analisi di alcuni scienziati.

Chi gioca da tempo, infatti, sa bene che gli attuali temi proposti dai giochi computerizzati sono caratterizzati da elementi sociali, psicologici e cognitivi; insomma delle vere e proprie “attrezzature”, adatte a ricostruire e rafforzare la propria identità all’interno della società. Ciò ha portato allo sviluppo di una moltitudine di applicazioni non solo ricreative, ma anche educative e istruttive con una particolare attenzione alla componente ludica. D’altra parte, tra i benefici psicologici indotti dai videogiochi c’è un aumento della motivazione, dell’autoregolazione, della fiducia in se stessi e delle abilità sociali.

Infine, a seconda del tipo di videogioco, è possibile migliorare aspetti come il lavoro di squadra, la cooperazione, il superamento di sé e il rispetto dell’altro.

Considerazioni finali

Nonostante gli innegabili effetti positivi dei videogiochi, non bisogna trascurare i potenziali
rischi informatici associati al gaming online. Per far fronte a queste minacce, puoi proteggere la tua connessione con una VPN (Virtual Private Network), uno strumento efficace contro diversi attacchi informatici quando giochi online o scarichi i videogame.
Come funziona una VPN? Questo strumento è in grado di cifrare il traffico trasmesso alla
rete, facendolo passare per un server sicuro. Inoltre, nasconde il tuo indirizzo IP e la
posizione. I tratti distintivi di questa tecnologia ti aiutano a tenere le tue informazioni
personali alla larga dagli hacker, garantendo al tempo stesso un’esperienza di gioco
all’insegna di sicurezza e privacy. Utilizzando una VPN, puoi goderti i videogiochi che
preferisci con una maggiore tranquillità, senza riduzioni nelle performance della
connessione.