ROMA (ITALPRESS) – “Se volete che nulla cambi votate No, se volete voltare pagina votate Sì. Non è un referendum su Giorgia Meloni. Se passa il Sì noi finalmente voltiamo pagina e” non siamo più “in quella orrenda cartina dei Paesi dove la separazione delle carriere vige, ovvero tutta l’Europa occidentale e democratica, e dove la separazione delle carriere non c’è come Iran, Russia, Siria, Turchia, la Nigeria. Io troverei bellissimo se da lunedì passassimo nell’emisfero occidentale, quello delle tutele e dei diritti”. Lo afferma la deputata della Lega ed ex magistrata, Simonetta Matone, intervistata da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress. “Faccio un appello: a voi piace questo sistema? Tutti gli italiani sanno quanta ideologia c’è nell’interpretazione e applicazione delle norme – aggiunge -; l’abbiamo visto con i decreti Sicurezza dove c’è stato un attacco frontale allo smantellamento dei decreti, lo vediamo anche nel sistema delle locazioni. Quando si dice che attentiamo alla Costituzione, innanzitutto diciamo una grande cretinata perché è la Carta stessa che prevede la possibilità di una revisione ed è ciò che abbiamo attuato; l’attuale composizione del Csm è composto da 33 membri, 3 di diritto, 10 nominati dalla politica con accordi che sono sotto gli occhi di tutti e 20 tra magistrati togati”.
“La nuova legge stabilisce un criterio analogo, ma cos’è che turba profondamente i miei colleghi? Fidatevi, non è la separazione delle carriere; ciò che turba profondamente è il sistema del sorteggio. È ovvio che questa avversione al sorteggio è strumentale. Gli avversari del Sì si scatenano perché questo sistema distruggerà non le correnti, che hanno anche ragione d’essere, ma la degenerazione delle correnti. Il sorteggio avviene tra magistrati, non tra passanti. A me sembra che siamo davvero in un tema di menzogne assolute e totali, fanno prima a dire non ci piace perché viene da questo governo, sarebbe più corretto e più leale – osserva Matone –. Con lo scandalo Palamara in un Paese civile si sarebbe dovuto sciogliere il Csm e azzerare tutto; invece, ha pagato pegno solo Palamara che è stato addirittura radiato. I detrattori del sorteggio non rispondono alla mia domanda: perché il sorteggio va bene per infliggere l’ergastolo che viene deciso da una Corte d’Assise composta da 2 togati e 6 persone estratte a sorte? Perché non ci si indigna per il sorteggio quando va a comporre il Tribunale dei Ministri come abbiamo visto per Tangentopoli? La messa in stato d’accusa per il Presidente della Repubblica avviene con il sorteggio”, conclude.
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