TORINO (ITALPRESS) – “Oggi abbiamo assunto una delibera che ha un valore storico, oggi abbiamo dato veramente gambe all’autonomia, perché oggi la giunta della Regione Piemonte ha deliberato lo stato di emergenza, su proposta mia e degli assessori alla Protezione Civile e all’Ambiente che sono Gabusi e Marnati. Un tempo lo stato di emergenza lo avrebbe dichiarato il Governo, attraverso una procedura anche un po’ complessa che avrebbe portato poi a una delibera del Consiglio dei ministri che, per forza di cose, sarebbe stata successiva nel tempo. A volte questo era un problema, perché si dichiarava lo stato di emergenza paradossalmente quando l’emergenza non c’era più. Ricordo un fatto emblematico, ci fu un momento storico della mia vita da presidente in cui ero contestualmente commissario per la siccità e commissario per un’alluvione. La tempestività della risposta della Pubblica Amministrazione per noi è importante, perché essere tempestivi vuol dire non lasciare da soli i sindaci nelle loro emergenze, vuol dire non lasciare sole le aziende agricole, e quindi vuol dire che lo stato d’emergenza c’è, sì, e c’è oggi”. Così il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, a margine di un evento a Torino ha parlato della delibera regionale sullo stato di emergenza per la crisi idrica e gli incendi.
“Nell’ottica di questo percorso che lo Stato ha fatto, che ha rifinanziato il fondo specifico anche della Protezione Civile a cui noi attingiamo, noi a giugno abbiamo fatto una legge regionale che si è inserita in questa direzione, che ha disciplinato e regolato quando io posso dichiarare lo stato di emergenza e con quella legge oggi abbiamo dato attuazione e oggi il Piemonte è in stato di emergenza – ha aggiunto Cirio – Vuol dire che attingo da subito a quei fondi, vuol dire che il sindaco che fa un’ordinanza urgente per garantire l’acqua in una sua frazione, non rischia più con il suo patrimonio personale, ma è coperto da questa emergenza regionale istituzionalizzata e dai fondi dello Stato a cui possiamo attingere”. Poi il governatore Cirio ha spiegato quali effetti questo avrà anche sull’agricoltura: “Per l’agricoltura vuol dire che noi abbiamo creato il presupposto per poi agire con la calamità naturale che è la risposta che si dà all’agricoltura. La calamità naturale ha bisogno di parametri per essere riconosciuta, l’essere già in uno stato di emergenza è il presupposto migliore per poi avere le risposte concrete agli agricoltori” ha detto.
Poi Cirio ha aggiunto: “Stiamo lavorando con i gestori degli invasi idroelettrici per avere da loro lo sversamento notturno dell’acqua: loro rinunciano a un po’ di energia elettrica per riversare quell’acqua nei canali e garantire quell’acqua in più al canale Cavour che poi alimenta le risaie. Abbiamo tutte le interlocuzioni in corso sul lago Maggiore e anche con gli svizzeri e con i lombardi, stiamo facendo tutto ciò che è nelle nostre possibilità, con una prospettiva che ancora per una settimana le previsioni non sono rosee sulla possibilità di pioggia”.
– foto di repertorio ufficio stampa Regione Piemonte –
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