PALERMO (ITALPRESS) – Con la relazione del presidente della Corte di Appello di Palermo, Matteo Frasca, si è aperta la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario. Tra i presenti anche il consigliere del Csm Antonello Cosentino e, in rappresentanza del Ministero della Giustizia, Lina De Domenico. I giudici togati presenti negli scranni ascoltano Frasca che espone i dati riguardanti l’attività giudiziaria del distretto di Palermo, che comprende le Procure di Agrigento, Sciacca, Marsala, Trapani, Palermo e Termini Imerese ed è per dimensioni il quinto dei 26 distretti italiani. All’esterno del Palazzo di Giustizia è in corso un presidio del comitato per il no al referendum.
“Rinnovo ancora una volta la profonda gratitudine mia personale e dei magistrati di questo distretto” al presidente della Repubblica Sergio Mattarella “perché, con eccezionale equilibrio, con straordinaria autorevolezza e innata signorilità, continua a garantire la Costituzione, mostrando un senso profondo delle Istituzioni, bene tanto prezioso quanto sempre più raro, e impegnandosi senza sosta per la legalità e per la giustizia sociale”. Così il presidente della Corte d’appello di Palermo in uno dei primi passaggi della relazione presentata all’inaugurazione dell’anno giudiziario.
INFILTRAZIONI COSA NOSTRA IN APPALTI E RINNOVABILI
Le Procure di Marsala e Trapani denunciano una “rilevante presenza di criminalità organizzata di tipo mafioso“, definita “storica roccaforte” di Cosa Nostra con infiltrazioni in appalti, grande distribuzione, energie rinnovabili e narcotraffico; intercettata tramite reati-spia (estorsioni, incendi, danneggiamenti) in coordinamento costante con DDA Palermo e forze dell’ordine. Nonostante gli straordinari successi conseguiti nell’azione di contrasto alla criminalità mafiosa, Cosa nostra non è stata ancora sconfitta e continua a esercitare il suo diffuso e penetrante controllo sulle attività economiche, imprenditoriali e sociali del territorio. Le notizie di reato nell’ultimo triennio mostrano un andamento inizialmente crescente (da 87 a 90) cui segue un decremento nell’anno giudiziario in esame (da 90 a 80) che, a livello distrettuale, raggiunge il -11% nel corrente anno giudiziario.
– Foto xd8/Italpress –
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