All’Onu la mostra “I Giusti nello Sport”, quando gli atleti difendono i diritti umani / Video

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di Stefano Vaccara

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Dal ciclista che salvò centinaia di ebrei durante la Shoah alla nuotatrice siriana diventata simbolo della tragedia dei rifugiati. Al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite è stata inaugurata martedì sera la mostra “I Giusti nello Sport”, promossa dalla Fondazione Gariwo in collaborazione con la Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’ONU. L’esposizione racconta le storie di uomini e donne che hanno utilizzato lo sport non solo come strumento di competizione, ma come mezzo per difendere la dignità umana, i diritti fondamentali e la libertà. Tra i protagonisti figurano Arpad Weisz, l’allenatore ungherese di Inter e Bologna che fu vittima della Shoah, il campione di ciclismo Gino Bartali, riconosciuto per il suo impegno nel salvare vite durante la Seconda Guerra Mondiale, la calciatrice afghana Khalida Popal e la nuotatrice siriana Yusra Mardini, divenuta simbolo di resilienza e speranza per milioni di rifugiati nel mondo. L’inaugurazione ha visto la partecipazione del Vice Ministro degli Esteri Edmondo Cirielli, che nel suo intervento ha sottolineato l’importanza di preservare la memoria dei “Giusti” e di trasmetterne l’esempio alle nuove generazioni. Cirielli ha ricordato anche la collaborazione tra il Ministero degli Affari Esteri e la Fondazione Gariwo per la realizzazione del Giardino e del Viale dei Giusti alla Farnesina, dedicati ai diplomatici italiani che si sono distinti nella difesa della vita umana e dei valori universali.

Alla cerimonia sono intervenuti inoltre l’Ambasciatore Giorgio Marrapodi, Rappresentante Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite, il presidente della Fondazione Gariwo Gabriele Nissim, la Sottosegretaria Generale dell’ONU per le Comunicazioni Globali Melissa Fleming e il Consigliere Speciale delle Nazioni Unite per la Prevenzione del Genocidio Chaloka Beyani. Presenti numerosi ambasciatori, funzionari delle Nazioni Unite e rappresentanti della comunità internazionale. La mostra era stata presentata per la prima volta a Milano in occasione delle Olimpiadi Invernali e successivamente ha fatto tappa in diverse città italiane. A New York resterà aperta fino al 26 giugno, offrendo ai visitatori dell’ONU un percorso che intreccia sport, memoria, coraggio civile e difesa dei diritti umani. Il presidente della Fondazione Gariwo, Gabriele Nissim, ha spiegato come il progetto voglia mostrare che anche il mondo dello sport può diventare un terreno di responsabilità morale e di scelta individuale, raccontando figure che, in momenti cruciali della storia, hanno saputo mettere a rischio la propria carriera, la propria libertà e talvolta la propria vita per difendere gli altri. Un messaggio che, nel contesto internazionale delle Nazioni Unite, assume un significato particolarmente attuale.

– foto Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’ONU –

(ITALPRESS).

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