BOLOGNA (ITALPRESS) – Momenti di forte concitazione a Bologna, dove a seguito del presidio indetto dal sindaco Matteo Lepore per esprimere vicinanza alla famiglia di Abderrahim Fakir, deceduto durante un controllo di polizia nella mattinata di ieri al Pilastro, ha preso il via una manifestazione violenta ai danni degli agenti di polizia. Dopo il momento istituzionale, a cui hanno preso parte tra gli altri anche il presidente della Comunità Islamica di Bologna, Yassine Lafram e il presidente della Regione, Michele De Pascale, un corteo si è spostato da Piazza del Nettuno alla volta della Prefettura: qui i manifestanti hanno urlato insulti alle forze dell’ordine, definendo “Assassini” gli operatori di polizia. La protesta è degenerata nel lancio di oggetti tra cui bottiglie, cartelli stradali divelti e una bomba carta. Gli agenti, schierati in tenuta antisommossa, hanno cercato di disperdere i manifestanti con lacrimogeni e idranti.
SEI PERSONE ISCRITTE NEL REGISTRO DELLE ANNOTAZIONI PRELIMINARI
Sono sei le persone iscritte nel “registro delle annotazioni preliminari” per la morte di Abderrahim Fakir, deceduto ieri mattina al quartiere Pilastro di Bologna durante un intervento di polizia. Gli accertamenti della Procura coinvolgono i due poliziotti del Commissariato di Bologna, intervenuti su segnalazione dei residenti, e quattro operatori sanitari. I sei, già ascoltati dagli inquirenti, sono stati iscritti con il modello 45 bis. L’ipotesi di reato è omicidio colposo. Tra oggi e domani sarà conferito l’incarico per l’autopsia.
Come si legge in una nota, l’iscrizione del procedimento è avvenuta “all’esito dell’esame dei primi atti e della documentazione video acquisita anche attraverso gli apparati in uso alle forze di polizia”.
“Gli accertamenti – prosegue la nota firmata dal Procuratore Paolo Guido- terranno conto dell’intero sviluppo dei fatti (di più ampia estensione temporale rispetto al video sino ad ora diffuso in rete, pure acquisto da quest’Ufficio) e dell’intervento degli operatori sia delle forze dell’ordine sia del personale sanitario.
A tal fine si è proceduto all’iscrizione nel procedimento, in apposito Registro Mod. 45 bis, nei confronti di quanti hanno preso parte alle diverse fasi del prolungato intervento. In tale contesto verranno svolte tutte le necessarie indagini con le dovute garanzie di legge, a partire dagli accertamenti di natura medico – legale, allo scopo di pervenire in tempi rapidi (e previsti dalla normativa di recente entrata in vigore) alla completa ed esaustiva ricostruzione dei fatti”. Si tratta di un modello che al momento non prevede indagati. Intanto è previsto per questa sera un presidio in Piazza Nettuno.
A lanciare l’appuntamento il sindaco Matteo Lepore che in una nota ha scritto: “Vi invito a ritrovarci domani in piazza Nettuno alle 19 per stare uniti e ritrovarci, per essere vicini alla comunità del Pilastro in un momento così doloroso.
SALVINI “IO SEMPRE DALLA PARTE DEI POLIZIOTTI, FARE CHIAREZZA”
“Gli agenti sono stati stati chiamati dai cittadini per intervenire, ci sono le bodycam e sicuramente si farà chiarezza su un intervento che ha visto la polizia richiesta fare il suo dovere”. Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini a Brescia per un sopralluogo al cantiere dell’autostrada della Val Trompia in merito alla morte a Bologna di Fakir Abderrahim. “Ogni morte è una tragedia, leggo processi sommari, io sto sempre e comunque dalla parte dei poliziotti”, aggiunge.
PIANTEDOSI “CHI USA PREGIUDIZI NON SI FIDA DELLA POLIZIA E DEI PM”
Quello applicato agli agenti di Bologna “non è uno scudo penale, è una giusta collocazione di un caso all’interno di un’iscrizione in un registro apposito, voluto da una legge recente voluta dal governo Meloni, riguarda persone che sembrano aver partecipato a un fatto con la presenza di una causa di giustificazione”. Lo ha detto al Tg1 il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, in merito alla morte di Abderrahim Fakir. Il ministro ha parlato di “grande tragedia”, esprimendo “dispiacere e grande cordoglio per i familiari”. Per Piantedosi “chi fa professione di espressioni pregiudizialmente contrarie alle forze di polizia vuol dire che non ha fiducia né nelle forze di polizia né nella magistratura” che sta accertando i fatti. Si tratta di “un episodio molto documentato dalle bodycam e da altre riprese fatte”, ha concluso il titolare del Viminale.
– Foto xt1/Italpress –
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