Mobilità a idrogeno, Hyundai punta sulla tecnologia fuel cell

ROMA (ITALPRESS) – Per Hyundai non esiste un’unica risposta alla transizione energetica: il futuro della mobilità si costruisce attraverso tecnologie diverse e complementari, capaci di adattarsi ai bisogni reali delle persone e di accompagnarle nel cambiamento secondo tempi e modalità differenti. Una visione aperta e pragmatica, che mette al centro libertà di scelta, innovazione e sostenibilità. In questa visione, la tecnologia fuel cell rappresenta una delle espressioni più evolute nel campo della mobilità a zero emissioni allo scarico. Grazie alla capacità di generare energia direttamente a bordo attraverso la reazione tra idrogeno e ossigeno, consente infatti di coniugare tutti i vantaggi della guida elettrica appagante, una autonomia elevata e tempi di rifornimento che si limitano a pochi minuti, rendendola così ottima anche per le lunghe percorrenze.
Forte di quasi trent’anni di ricerca e sviluppo, Hyundai si è affermata come uno dei protagonisti globali della tecnologia fuel cell, considerata vera avanguardia tecnologica nella transizione energetica. Una leadership che ha preso forma concreta nel 2013 con il lancio di Hyundai ix35 Fuel Cell, il primo veicolo in assoluto a celle a combustibile prodotto in serie al mondo. Un percorso di innovazioni nella mobilità che continua ancora oggi grazie ad un’ampia offerta di BEV, hybrid, fuel cell e termiche: 8 diverse tipologie di motorizzazioni in totale che si integrano per rispondere alle necessità di oggi e di domani.
Alla base della produzione dell’idrogeno vi è un principio tanto semplice quanto efficace. Attraverso il processo di elettrolisi è possibile separare le due particelle di idrogeno da quella dell’ossigeno contenuti nell’acqua, ottenendo molecole di idrogeno che possono essere immagazzinate in serbatoi ad alta pressione e utilizzate successivamente come vettore energetico, tra cui anche l’automobile, i camion e gli autobus, tanto per fare alcuni esempi. Nelle celle a combustibile presenti, ad esempio, in NEXO avviene il processo inverso: l’idrogeno immagazzinato reagisce con l’ossigeno prelevato dall’esterno attraverso una reazione elettrochimica che genera energia elettrica, senza alcun processo di combustione, senza emissione di CO2. L’elettricità prodotta alimenta il motore elettrico del veicolo, mentre l’unico sottoprodotto della reazione è acqua pura sotto forma di vapore, senza emissioni inquinanti allo scarico.
Dal punto di vista della propulsione, un veicolo fuel cell è quindi a tutti gli effetti un veicolo elettrico. La sua peculiarità risiede nel modo in cui l’energia viene resa disponibile: anzichè dipendere esclusivamente da quella accumulata nella batteria (peraltro presente su NEXO, per dare stabilità nell’erogazione), la produce direttamente a bordo attraverso lo stack fuel cell. Una soluzione che conserva tutte le qualità tipiche della guida elettrica – silenziosità, fluidità e risposta immediata – arricchendole con elevata autonomia, tempi di rifornimento ridotti e continuità di utilizzo. Caratteristiche che la rendono particolarmente interessante anche per chi percorre lunghe distanze e ricerca un’esperienza di mobilità efficiente e con il minimo impatto ambientale.
La maturità della tecnologia fuel cell non dipende esclusivamente dallo stack, ma dalla capacità di integrare in modo armonico tutti i componenti del sistema. Motore elettrico, batteria di supporto per stabilizzare l’erogazione dell’energia che va al motore elettrico, power electronics e sistema di stoccaggio dell’idrogeno operano infatti come un’unica architettura, progettata per massimizzare efficienza, affidabilità e continuità di utilizzo.
Anche i serbatoi ad alta pressione riflettono il livello di evoluzione raggiunto dalla tecnologia, essendo sviluppati secondo i più elevati standard dell’industria automotive per garantire robustezza e sicurezza d’impiego.
Il potenziale dell’idrogeno, tuttavia, va ben oltre il settore dei trasporti. L’idrogeno, combinato con l’ossigeno genera energia e, trasportato in apposite bombole, può quindi render possibile la produzione di energia laddove la rete elettrica non sia disponibile, o altre fonti energetiche siano meno disponibili o siano più complicate da trasportare. Può così contribuire a rendere più efficiente l’intero sistema energetico di una determinata zona geografica. Se prodotto a partire da fonti rinnovabili, rappresenta infatti una risposta concreta alla sfida della decarbonizzazione, consentendo di valorizzare l’energia eventualmente prodotta in eccesso, anzichè disperderla.
Un esempio è rappresentato da un paese europeo che qualche tempo fa ha patito uno sbilanciamento energetico che ha messo a dura prova la fornitura di elettricità. A nord del paese vi era una forte produzione di energia da fonti rinnovabili, ben oltre la necessità della rete in quel dato momento. Viceversa, al sud la produzione di energia da rinnovabili era molto limitato ma era alta la richiesta di energia nella rete. Una situazione totalmente invertita, quindi. L’idrogeno avrebbe potuto essere un’ottima soluzione, perchè può invece fungere da elemento di collegamento tra produzione e consumo: l’energia eccedente può essere convertita in idrogeno, trasportata e successivamente riutilizzata nelle regioni dove la domanda è maggiore, riducendo il ricorso ai combustibili fossili e contribuendo alla stabilità della rete.
E’ questo approccio a guidare lo sviluppo della piattaforma fuel cell Hyundai, concepita per essere scalabile e adattabile a molteplici applicazioni: dalla mobilità passeggeri al trasporto commerciale, fino alla produzione e gestione dell’energia.
La sua versatilità trova già oggi applicazione concreta nel trasporto pesante e pubblico, grazie ad una gamma di prodotti Hyundai in grado di rivolgersi a differenti tipologie di impiego.
Con XCIENT Fuel Cell, il primo camion a celle a combustibile prodotto in serie al mondo, Hyundai ha esteso questa tecnologia al settore dei veicoli commerciali, dove dal 2020, la flotta presente in Europa ha macinato oltre 20 milioni di km. Parallelamente, gli autobus Hyundai Elec City Fuel Cell, con oltre 2.000 unità operative in Corea e una progressiva espansione in Europa, confermano la maturità della soluzione anche nel trasporto pubblico.
Una visione che rafforza il ruolo della fuel cell non solo come soluzione di propulsione, ma come piattaforma tecnologica destinata ad abilitare un ecosistema energetico integrato, con applicazioni che spaziano dai sistemi ferroviari al settore marittimo, dall’Advanced Air Mobility alla produzione e gestione dell’energia.
Per Hyundai, la tecnologia fuel cell rappresenta molto più di una soluzione di propulsione. E’ uno dei pilastri di una strategia di elettrificazione aperta e multi-tecnologica, nella quale batterie, sistemi ibridi e idrogeno convivono per rispondere a esigenze di mobilità differenti, con l’obiettivo comune di accelerare la transizione verso una mobilità sempre più sostenibile. Una visione costruita attraverso anni di lavoro in cui Hyundai ha contribuito all’evoluzione della tecnologia fuel cell fino a renderla una soluzione concreta, affidabile e pronta per applicazioni su larga scala. In questo percorso, l’idrogeno non è mai stato considerato una tecnologia di nicchia, ma una leva strategica per ampliare le possibilità dell’elettrificazione e contribuire alla costruzione di un ecosistema energetico più flessibile e resiliente. Con NEXO, quasi trent’anni di ricerca e sviluppo trovano piena espressione in un SUV che rende accessibile una delle tecnologie più avanzate dell’automotive contemporaneo, trasformandola in un’esperienza di guida semplice, naturale e immediata. La seconda generazione del modello rappresenta oggi la sintesi più evoluta del know-how Hyundai nello sviluppo della tecnologia fuel cell, confermando la leadership del Brand in questo ambito.
Il modello compie infatti un significativo passo avanti nell’evoluzione della piattaforma fuel cell, offrendo prestazioni ancora più brillanti e una risposta più pronta. L’accelerazione da 0 a 100 km/h avviene in 7,8 secondi, mantenendo la fluidità e il comfort tipici della guida elettrica, ma senza il peso che caratterizza un’auto 100% elettrica di queste dimensioni. Il peso di Nexo è infatti contenuto in appena 1880 kg, molto meno di un’equivalente auto elettrica. La tecnologia Hyundai Hydrogen fuel cell permette a NEXO di disporre di una autonomia media che arriva fino a 826 km (WLTP), senza sacrificare spazio e abitabilità a bordo, perchè sono quelli di un SUV di segmento D con motorizzazione tradizionale. Un’evoluzione concreta quindi che rende la tecnologia fuel cell sempre più vicina alle esigenze della mobilità quotidiana.
L’evoluzione interessa anche la gestione energetica, il funzionamento alle basse temperature, la durabilità del sistema e l’integrazione tra le diverse componenti della piattaforma. A questo si aggiungono un’aerodinamica ulteriormente affinata, nuove soluzioni di power electronics e un comparto sicurezza evoluto, a conferma di un progetto sviluppato per offrire prestazioni elevate, affidabilità e qualità d’utilizzo nel tempo.
A supporto della diffusione della mobilità a idrogeno, prosegue anche lo sviluppo della rete infrastrutturale dedicata al rifornimento. A Milano sono state recentemente inaugurate cinque nuove stazioni, mentre il Nord Europa conferma il proprio ruolo di mercato di riferimento grazie a un ecosistema già consistente.
Un’evoluzione che contribuisce a rendere la tecnologia fuel cell sempre più vicina e concreta nella quotidianità.

– Foto ufficio stampa
(ITALPRESS).

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